UN PRIVILEGIO DA TOGLIERE…

OGGI è IL 25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE ED ECCO IN ARRIVO UNA BELLA NOTIZIA. 
Sicuramente la Bonino sarà contenta: tutte le donne italiane dovranno andare in pensione alla stessa età degli uomini.

Ok ok, dovremo adeguarci, fino adesso le donne in Italia hanno sempre goduto di privilegi assurdi, tipo: cura domestica di tutti i familiari a partire dai figli per finire agli anziani, igiene della casa, lavori sottopagati, ma noi donne ora siamo contente perché se prima era facoltativo andare in pensione a 65 anni, d’ora in poi saremo uguali in tutto e per tutto agli uomini.
Ma certo, secondo la Bonino (che starà gufando), bisogna partire dalla uguaglianza formale per arrivare a quella sostanziale.
GRAZIE!
E POI SI PARLA DI LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE…
 

Per leggere tutto l’articolo andare su: www.repubblica.it


L’avvocato che ha difeso l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea spiega perché
la sentenza di condanna cancella “un giustificato beneficio” per le lavoratrici donne

Tutti in pensione alla stessa età?
“Per le donne non è una vittoria”

Il tribunale del Lussemburgo ha giudicato iniqua la disposizione che stabilisce una età pensionabile diversa per uomini e donne
di ROSARIA AMATO

 

L’aula della Corte europea


ROMA – L’età pensionabile di uomini e donne nel pubblico impiego dovrà essere equiparata. Il 13 novembre scorso, la Corte di Giustizia Europea ha infatti condannato l’Italia per la disparità di trattamento tra uomini e donne: la nostra normativa, in base alla quale le donne possono andare in pensione a 60 anni, mentre gli uomini devono aspettare il compimento del 65° anno è stata ritenuta iniqua nei confronti dei maschi.

E LA CHIAMANO FATALITA’

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E hanno il coraggio di chiamarla fatalità?

Berlusconi ha il coraggio, dopo una morte inaccettabile a scuola di un ragazzo di 17 anni a chiamarla fatalità?

Egregio sig. Presidente, NON ESISTE LA FATALITA’

C’E’ LA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA

Le nostre scuole pubbliche sono allo sfascio, e mentre tagliano i fondi al pubblico, danno soldi ai privati, magari consegnando edifici nuovi ai privati in convenzione e facendo pagare loro una miseria  e lasciando gli edifici più vecchi alla scuola pubblica? e si tagliano i fondi per la ristrutturazione della scuola pubblica.

Non se ne può più di ascoltare aberrazioni. Il decreto lgs 626/94 Tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dovrebbe valere anche per la scuola: ma si continua a morire al lavoro e a scuola. Chi si dimentica della scuola di San Giuliano in Puglia?  

Egregio sig. Presidente

LA FATALITA’ E’ UN METEORITE CHE LE CASCA IN QUESTO MOMENTO SULLA TESTA

 

  

fonte: Corriere della Sera

«Strutture pubbliche fatiscenti». Il premier: «No, poteva accadere anche in un’abitazione»

Rivoli, studenti e genitori in piazza
Ma Berlusconi: «È stata una fatalità»

Presidio nel centro di Torino per dire no alla riduzione degli stanziamenti per la sicurezza negli istituti

UNIFEM: appello contro la violenza alle donne

Ci avviciniamo al 25 novembre

giornata internazionale contro la violenza alle donne 

L’UNIFEM (ONU) lancia una petizione contro la violenza alle donne

Add your voice to an ever-growing movement of people who call for global
action to end violence against women.

http://www.saynotoviolence.org <http://www.saynotoviolence.org/>

<http://www.saynotoviolence.org/index.htm>

UNIFEM

Il Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per la donna.

 UNIFEM è il Fondo delle Nazioni Unite per le donne. Creato nel 1976, fornisce assistenza finanziaria e organizzativa per soluzioni innovative dirette a promuovere l’avanzamento delle donne e l’eguaglianza di genere. Oggi, dopo più di  trent’anni di attività, il lavoro dell’UNIFEM ha influenza sulla vita di donne e ragazze in oltre 100 paesi. Tra l’altro, esso contribuisce a fare intendere la voce delle donne alle Nazioni Unite su argomenti di importanza vitale e sul monitoraggio degli impegni presi nei loro confronti.

Compiti di UNIFEM

Il mandato di UNIFEM riguarda la promozione della donna

Punti importanti del lavoro:

·         I diritti economici delle donne.

·         La promozione delle qualità dirigenziali delle donne, sostegno delle donne nei centri

      direzionali e nella ricostruzione dopo i conflitti.

·         L’eliminazione di tutte le forme di violenza contro le Donne (CEDAW).

·         Contrastare la diffusione di HIV/AIDS tra le donne.

·         L’impegno delle donne nella  Governabilità, la Pace e la Sicurezza.

·         Ridurre la povertà e l’esclusione delle donne.

Le strategie per la realizzazione dei programmi:

·         Collaborazione con organizzazioni femminili locali.

·         Sostegno politico e finanziario delle donne.

·         Creazione di nuove collaborazioni tra organizzazioni femminili, governi, sistema ONU e  settore privato.

·         Progetti pilota per l’introduzione di nuove metodologie che permettano alle donne di

      acquisire responsabilità.

·         Allestimento di una banca dati con strategie efficaci ed esperienze positive.

Scopi delle attività di UNIFEM :

Uguale collaborazione tra uomini e donne nella costruzione e nello sviluppo della società.

Finanziamento:

UNIFEM è finanziata da offerte libere da parte di:

·         Governi

·         Organizzazioni non governative (ONG)

·         Offerte dal settore privato

·         Fondazioni

·         Comitati nazionali di UNIFEM

·         Singole persone

UN’ABBUFFATA DI LIBRI

Sigh, pensavo di approfittare del giorno libero ed invece…Ecco cosa mi si è  presentato davanti nel sito www.europeana.eu

 

The Europeana site is temporarily not accessible due to overwhelming interest after its launch (10 million hits per hour).

We are doing our utmost to reopen Europeana in a more robust version as soon as possible.

We will be back by mid-December.

For a preview on Europeana and further information

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We launched the European.eu site on 20 November and huge use – 10 million hits an hour – meant it crashed. We are doing our best to reopen Europeana.eu in a more robust version.
Meanwhile, the site you’re in now is the project development site, with a video to give you a taste of what’s on the real Europeana site.
Unfortunately this project site is only in English: the real Europeana is in all EU languages.

 

E’ successo che il 20 novembre hanno aperto il sito e 10 milioni di contatti in un’ora l’hanno letteralmente mandato in tilt.

Ma cos’è Europeana? Europeana è un progetto che parte dal 2007. Cosa vuole fare? Praticamente è una grande biblioteca, museo, archivio virtuale. L’interfaccia sarà multilingue ma inizialmente dovrebbe essere in francese, inglese e tedesco.

All’indirizzo http://dev.europeana.eu/outcomes.php troverete tutti i dettagli in inglese del processo che ha portato alla costruzione di tale progetto.

Tuttavia, mi riservo di esprimere un parere fino a metà dicembre:

ARRIVEDERCI EUROPEANA!

VOLANTINO MULTILINGUE STOP ALLA VIOLENZA!

volantinoMultilingue.gifFonte: Poloest – redazione 

In tutte le lingue: stop alla violenza sulle donne

Un volantino multilingue promosso da Provincia e Comitato Donne di Chioggia

 

stop violenza sulle donne

Per venire incontro a chi, oltre al dramma della violenza subita in sé, deve fare i conti con l’isolamento di una lingua che ancora non conosce bene, il Comitato Donne di Chioggia ha costruito un volantino multilingue. Poche e semplici frasi essenziali per reagire alla sofferenza e trovare un sostegno efficace: “Chiedi aiuto al numero verde 1522: ti verranno indicati i posti più vicini a cui ti puoi rivolgere” e chiamare il 118 in caso di necessità di assistenza medica. Ecco i primi passi da fare per non lasciarsi sopraffare e trovare aiuto.

Composto in dieci lingue, di cui, in apertura, l’italiano, il volantino parla anche francese, inglese, tedesco, spagnolo, rumeno, russo, albanese, cinese e arabo e mette in guardia dal rischio di cedere alla sensazione di colpevolezza che spesso prende il sopravvento nelle vittime.

Stampato in diecimila copie con il servizio di centro stampa della Provincia, il volantino sarà diffuso nelle strutture pubbliche e private dove maggiormente affluiscono le donne immigrate.

Il Comitato Donne di Chioggia ha realizzato l’iniziativa grazie anche al supporto della Caritas diocesana, alle persone che hanno prodotto le diverse versioni linguistiche e con il Comune di Chioggia, oltre alla Provincia di Venezia, attraverso gli assessorati alle Politiche sociali e alle migrazioni di Rita Zanutel e delle Pari Opportunità di Enza Vio.

Con il contributo di tutti l’iniziativa verrà presentata il 24 novembre a Chioggia in Auditorium, alle ore 17, in un momento di confronto e di riflessione. “Stop alla violenza” è realizzato nell’ambito della doppia ricorrenza dell’Anno internazionale delle Lingue e della Giornata Onu contro la violenza alle donne che si celebra il 25 novembre, ma che vede numerose iniziative sul territorio per tutto il mese.

info: Comitato Donne di Chioggia: cd.chioggia@libero.it

Fonte:

Poloest – redazione

Allegati:Volantino[1].pdfmanifesto24novembreauditorium.pdf

DDL AMMAZZABLOG

Tutto sembra che nasca nel blog di Daniele Minotti  e se volete capirne di più andate al suo post Ddl editoria: one more thing.

Ma a dir la verità tutto nasce a seguito dell’approvazione del Consiglio dei Ministri  il 12 ottobre del 2007 di un disegno di legge per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana, periodica e libraria, che conferisce al Governo una delega per l’emanazione di un testo unico finalizzato al riordino dell’intera legislazione del settore.

Ricardo Franco Levi

 Il 9 giugno 2008 viene ripresentata da Ricardo Franco Levi ex Sottosegretario della Presidenza del Consiglio la

PROPOSTA DI LEGGE
d’iniziativa del deputato LEVI
Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria
Presentata il 9 giugno 2008

L’articolo 8 prevede l’obbligo di iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione per i soggetti che svolgono su internet attività editoriale, estendendo altresì a questi ultimi la normativa sulla responsabilità per i reati a mezzo stampa (ma sono vari i punti fumosi).

Il 6 novembre 2008 questa proposta viene ripresentata rimaneggiata lievemente in alcune parti con un nuovo testo (C-1269) ed è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.

A questo punto, chi se ne intende di diritto e di editoria (vd. Minotti) comincia a spargere la voce e a segnalare nel proprio blog i punti più significativi e preoccupanti della proposta di legge, prima appunto che diventi legge.

Luca Spinelli raccoglie l’invito di Minotti e segnala alcuni passi del disegno sul suo sito Punto Informatico. A questo punto il tam tam si diffonde in rete: ad es. io vengo a conoscenza grazie alla segnalazione di signoraRita.

Di Pietro si accorge dell’impatto che questa legge potrebbe avere sul mondo dei blogger e dichiara che Italia dei Valori offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione e così anche Grillo.

A questo punto abbiamo le spalle coperte! O no…? 

SECOND LIFE del ministro Brunetta

Il ministro Brunetta è un asso della logica. Dice:
  • i fannulloni sono contro di me
  • la sinistra è contro di me
       = i fannulloni sono di sinistra

E’ logico, no?


(fonte www.repubblica.it)

Lo ha detto durante un intervento all’assemblea dei “Circoli
del buongoverno”. “Quelli del sindacato si sentono ‘fichi'”

Il ministro Brunetta accusa
“I fannulloni sono di sinistra”

 


MONTECATINI TERME – “Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no e me ne sono fatto una ragione. E’ il Paese delle rendite, dei poteri forti e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra”. PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/pubblica-amministrazione-1/fannulloni-di-sinistra/fannulloni-di-sinistra.html

Censura!

A Milano è stato censurato il poster del Telefono Donna in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne. E’ un poster con l’immagine di una donna nuda, distesa sul letto, come  crocifissa, con una frase: “Chi paga per i peccati dell’uomo?”

  

  

A dir la verità, più che crocifissa, la donna appare abbandonata sul letto, ma l’idea fa riflettere e pensare e forse è questo lo scopo del Telefono donna.   

Da qualche giorno ho terminato di leggere:  

AMOROSI ASSASSINI

STORIE DI VIOLENZE SULLE DONNE
Genere: Libri
Editore: LATERZA
Pubblicazione: 06/2008
Numero di pagine: 265
Prezzo: € 16,00
ISBN-13: 9788842085140
ISBN: 8842085146

“Amorosi assassini. Storie di violenze sulle donne” è firmato da tredici giornaliste, scrittrici e saggiste del gruppo  Controparola. Tra di loro Dacia Maraini, Paola Gaglianone, Lia Levi.
Quello della violenza contro le donne non è certo un fenomeno marginale. Le cifre, secondo l’indagine ISTAT presentata il 21 febbraio 2007, sono da mattanza, da vero e proprio “ginocidio”: ogni anno un milione e 150 mila donne vengono maltrattate, picchiate, stuprate e uccise, a fronte di poche migliaia di denunce. Le violenze avvengono in contesti poveri e degradati ma anche in ambienti borghesi “insospettabili”. E a differenza di quanto sostiene la pubblicistica reazionaria, per lo più si consumano tra le pareti domestiche, per mano di padri, fratelli, mariti, amanti, ex fidanzati.

E tutto nell’indifferenza…

Mi rimane impressa la storia di una ragazza, forte, bella, Deborah Rizzato, violentata a 16 anni e poi molestata da quell’uomo che l’aveva violentata, uscito dopo qualche anno dalla prigione, fino a quando lui l’ha uccisa, senza pietà con sei pugnalate sullo spiazzo deserto del luogo in cui lei andava a lavorare…

E’ stato un grido di aiuto disperato, il suo, inascoltato nonostante le ripetute denunce ai carabinieri.

Perché? Mi chiedo? In certi casi vorrei la pena di morte. Perché come si è conclusa la funzione rieducativa della pena?

 Quest’uomo è uscito dal carcere ed ha ucciso la sua vittima. Ora quest’uomo avrà un’altra possibilità di vita, che invece è stata completamente tolta a Deborah. PERCHE’?

Non è possibile che le istituzioni salvaguardino un criminale e tralascino la vittima. E’ ingiusto!

 

fonte www.ansa.it POLEMICA A MILANO SU POSTER NUDA IN CROCE

 MILANO – Una donna nuda stesa su un materasso bianco nella posa della crocifissione. Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un’immagine shock che a Milano, pero’, rischia di restare nei magazzini invece di finire sui pannelli di affissione. L’assessore all’Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cerchera’ in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade.

 ”Faro’ tutto quanto e’ in mio potere – ha affermato – per evitare l’affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini”. La donna raffigurata nel manifesto, che dovrebbe finire su 500 spazi di pubblica affissione del Comune, ricorda inequivocabilmente il Cristo in croce e sopra il drappo che le copre le parti intime campeggia la scritta: ”Chi paga per i peccati dell’uomo?”. ”Chiediamo all’associazione di ritirare il manifesto – ha attaccato Carlo Fidanza, capogruppo di An a Palazzo Marino – perche’ una giornata cosi’ importante non deve essere svilita da una provocazione del genere”. Ma lo spettro della censura ha subito agitato la classe politica milanese.

 ”Roba da medioevo – ha ribattuto Pierfrancesco Majorino (Pd) – se dovessimo applicare il metodo Cadeo in tv, dovremmo oscurare il 70% delle trasmissioni di Rai e Mediaset”. La nuova polemica riporta il clima politico al settembre dell’anno scorso, quando, durante la settimana della moda, un marchio di abbigliamento affisse per Milano numerosi poster, firmati da Oliviero Toscani, che raffiguravano il corpo nudo di una ragazza, martoriata dall’anoressia. Allora fu il sindaco Letizia Moratti in persona a tuonare perche’ il manifesto fosse rimosso. ”Chi censura e’ sempre un mentecatto – ha rievocato le polemiche di oggi e di allora, Oliviero Toscani – e se gia’ oggi c’e’ qualcuno che ride di lui, domani tutti lo derideranno, perche’ la censura e’ sempre passata per imbecille nella storia”.

Se c’e’ qualcuno che invece preferirebbe stare lontana dalle polemiche e’ Stefania Bartoccetti, presidente dell’associazione Telefono Donna, che dopo un primo via libera degli uffici comunali, aveva gia’ fatto stampare i manifesti con la donna in croce. ”Da cattolica – ha affermato – non ci vedo nulla di offensivo ne’ di blasfemo. Abbiamo scelto un’immagine forte per spingere le vittime delle violenze a uscire dal silenzio”. Resta ora da capire quale messaggio scegliera’ il Comune per la giornata mondiale contro la violenza, visto che l’assessore Cadeo e la responsabile dei Servizi Sociali Mariolina Moioli hanno deciso di realizzare un nuovo manifesto per occupare gli spazi di affissione pubblica a Milano il 25 novembre. ”Sull’odioso problema della violenza sulle donne – ha spiegato Cadeo – non dobbiamo abbassare la guardia e l’amministrazione si impegnera’ in prima persona, anche sul fronte della sensibilizzazione, con un suo manifesto”.

ANARCHISMO CRISTIANO

Il rito non mi appartiene e mi spaventa.

Tutto ciò che lugubramente si ripercorre ogni giorno, nello stesso lavoro, nella stessa casa. Non vi spaventa? 

Anche essere fuori da ogni rito è spaventevole nello stesso identico modo.

Esiste un luogo della mediazione, sempre imprevedibile, diverso e comunque uguale nell’espressione dell’esistenza? mah… 

fonte: WIKIPEDIA http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchismo_cristiano

Si parla di Anarchismo cristiano in riferimento a persone o movimenti che, nella bimillenaria storia del cristianesimo, hanno contestato radicalmente, in nome dell’autentico messaggio di pace e libertà individuale contenuto nel Vangelo, le violenze e le censure spesso operate dalle autorità ecclesiastiche in tutti i campi della vita civile. Gli anarchici cristiani si connotano quindi, oltre che per il loro pacifismo e libertarismo, anche per il loro antiautoritarismo e anticlericalismo.

Esempi di anarchici cristiani:

  • Giordano Bruno
  • Lev Tolstoj
  • Victor Lebrun
  • Simone Weil

A proposito di Simone Weil segnalo il convegno che si terrà presso

Sala Anziani, Palazzo Moroni, Padova

13 Dicembre 2008 ore 9.30 – 18.00

“Nè pro nè contro ma in-contro a più voci sul Manifesto per la soppressione dei partiti politici di Simone Weil”
qui la locandina InvitoWeb_SimoneWeil.pdf

GELMINI E ABBRONZATURA

A dir la verità era venuto anche a me qualche dubbio…

  

LO SCRITTORE CONTRO IL MINISTRO

Camilleri, affondo contro la Gelmini
«Non è un essere umano»

Fioroni: parole gravi. E Spena: offesa personale

ROMA— Certo, lo avrà detto come un «paradosso letterario», lo avrà affermato scherzando, ma Andrea Camilleri ha lasciato un segno giovedì scorso al Mamiani, un liceo di Roma, quando ha sostenuto che per lui, l’ottantatreenne sempre in cima alla classifica dei romanzi più venduti, Mariastella Gelmini «di sicuro non è un essere umano». per leggere tutto FONTE: http://www.corriere.it/politica/08_novembre_08/camilleri_la_gelmini_non_e_umana_faf1ad4e-ad62-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml  

E poi lascio un’altra notizia tratta da L’Unità .

oK, per Carla Bruni  è facile definirsi francese e de-filarsi, ma per noi poveri italiani quale può essere la strada?

Certo, solo una: aspettare, aspettare, aspettare le prossime elezioni…

Carla Bruni: «Gaffe di Berlusconi? Felice di essere francese»

 

 Carla Bruni Sarkozy

  «Meno male che sono diventata francese». Carla Bruni, moglie del presidente Nicolas Sarkozy, commenta con questa battuta la gaffe del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva definito Barack Obama «giovane, bello e abbronzato». «Veder vincere Obama è ovviamente una
gioia immensa – dice in un’intervista al “Journal du Dimanche” l’ex top model italiana, dal febbraio scorso ‘premiere damè di Francia – Per me e per tutti quelli che amano l’America».: per leggere tutto http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80718