La poesia… va in bicicletta!

 

La poesia itinerante va in bicicletta tra storia e wi-fi con diario multimediale

 

img_19.26-23.5.2011.0.jpgCon CicloInVersoRoMagna 2011 la poesia in bicicletta approda alla sua quarta edizione del giro ciclo-poetico, le precedenti sono del 2008 e 2009 su due versanti siciliani (Sicilia Poetry Bike) e quella dello scorso anno, lungo il corso del fiume Po (CicloPoEtica). “InVerso”, oltre ad evidenziare l’asse portante poetico che si rinnova in seno all’iniziativa, vuole segnare letteralmente un percorso a ritroso, a partire dall’introduzione di tematiche storiche legate a mito e poesia che, nella fattispecie, sono state individuate nella romanità, per ripercorrere idealmente una leggenda che s’identifica infine con la storia per avere un suo corso. L’area geografica dell’itinerario non è vincolante ma portante nello snodo tra via Emilia, Flaminia e Popilia-Annia nonché nella presenza, oltre al Po, delle sorgenti del Tevere. Un’area che, a partire dalla denominazione, riconduce la memoria alla grandezza di Roma, che qui diviene baluardo di un mondo in opposizione a quello barbarico. A scandire le tappe ciclistiche sarà il consolidato format d’incontri e condivisione di poesia, arti e tradizioni con una programmazione che prevede, per ogni tappa sul percorso, un evento/sosta incontrando artisti con reading, performance ed altro in luoghi e orari prestabiliti. A Ravenna si giungerà il giorno 8 agosto, quale ultima capitale dell’Impero in un viaggio che, da Flavio Romolo Augusto, apre alle origini del mito della Caput Mundi, nei secoli sede pontificia di quella che fu l’ultima religione di stato dell’Impero nonché capitale dello stato unitario dopo la breccia di Porta Pia, nodo e punto focale che tarderà di quasi un decennio l’annessione di Roma al regno sabaudo. Una rosa di luoghi, quindi, sulla latinità confluente nella nostra storia più recente, oltre alle pluriennali tematiche portanti progettuali, ovvero bicicletta e poesia, già interconnesse a locali tradizioni come, ad esempio, è il caso Ferrara nel suo espletare una cultura ciclabile, luogo dove si farà tappa il 7 agosto. Il tragitto, articolato nell’arco di una settimana, prevede inoltre il seguente calendario soggetto a integrazioni: 3 agosto a Pavia, 4 agosto a Cremona, 6 agosto a Legnago, coinvolgendo un’area culturalmente eterogenea ma legata da un corso storico che, in concomitanza con il 150° anniversario dell’indipendenza del nostro Paese, vuole essere di riferimento e supporto per una comune cognizione attraverso lo strumento ciclo-poetico. Tale riferimento verrà evidenziato attraverso un’azione performativa che, in questo contesto, farà ricorso a strumenti e simboli che restano attuali e fondativi dell’evento unitario celebrato durante l’anno. Il 9 agosto, con l’annunciato congedo alla volta del Lido di Dante, ci sarà quindi una ciclo-installazione mobile nel breve tratto previsto per l’happening finale. Per gli appassionati della bicicletta si rammenta che le iscrizioni a CicloInVersoRoMagna 2011 sono gratuite e resteranno aperte sino al 16 luglio 2011 in collaborazione col Sindacato Nazionale Scrittori. È possibile scaricare l’apposito modulo per iscriversi dal sito www.sindacatoscrittori.net. Compilarlo firmandolo e quindi rispedire a segreteria@sindacatoscrittori.net oppure via fax al 0648901252 o con posta ordinaria al Sindacato Nazionale Scrittori via Buonarroti 12 – 00185 Roma – tel. 06485601. Ogni tipo di bicicletta, in accordo ai rispettivi gusti ed esigenze, è utilizzabile sul percorso purché verificata per tempo con adeguata manutenzione. Si ricorda che è un evento sportivo-culturale non agonistico. A coloro che riterranno di essere in ritardo oppure non se la sentano di percorrere un intero tratto, ricordiamo, tra le possibili alternative, la presenza di una rete di treni regionali frequenti che prevede, a bassi costi, il trasporto di biciclette. L’iscrizione, pertanto, non vincola ad un’identità di percorso, variabile in accordo alle singole esigenze e disponibilità, bensì a un comune momento di aggregazione in concomitanza con gli stessi eventi che scandiranno l’iniziativa attraverso le location predefinite per ogni tappa. CicloInVersoRoMagna 2011 è un progettocon il contributo di Tulain.comed il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, l’Università La Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Pavia, il Comune di Ravenna, la Provincia e il Comune di Ferrara. Inoltre ha patrocinio e collaborazione del Comune di Cremona e Literary.it – Sistema Letterario Italiano, la collaborazione di Comedu.it, di Nuovaresistenza.org, del progetto culturale La Nostra Isola, del Centro Giovanile Salus, del Gruppo Scrittori Ferraresi, del Concorso San Maurelio, dell’Associazione Culturale Regisole, di Paviaedintorni.it, del blog InParoleSemplici e dell’Osservatorio Letterario tra gli altri ancora in corso di definizione. Quest’anno, insieme agli immancabili poeti, torneranno, come nel 2009, rappresentanti del mondo ciclistico. Si anticipano testimonianze storiche, come quella di Gilberto Vendemiati, professionista ferrarese che nel ’63 prende parte al Tour de France, o di Angelo Miserocchi, dilettante prodigio e poi professionista del ciclismo ravennate alla fine degli anni Cinquanta, che parteciperà onorevolmente al Giro d’Italia. Ci saranno anche forme di ambientazione del passato, nel caso di Benedetta Morandi si entrerà nel vivo del combattimento storico, teatrale e cinematografico. Tra quante adesioni già confermate, si preannunciano inoltre interventi di Gian Ruggero Manzoni, poeta, narratore, pittore, teorico d’arte e drammaturgo, di Bruno Bartoletti, poeta, scrittore e saggista, di Marco Palladini, scrittore, performer e poeta, e di Guido Passini, impegnato nell’azione divulgativa sulla fibrosi cistica. Questa quarta edizione di poesia e bicicletta itinerante è a cura di Enrico Pietrangeli e Gloria Scarperia da Roma insieme ad Andrea Bisighin, operante nell’area veneta.Si segnalano inoltre, tra le altre in definizione, le adesioni delle collaborazioni di Giulia Penzo da Chioggia e Bruno Mancini da Ischia, insieme a quella di Emilio Diedo su Ferrara e Ugo Magnanti nell’area di Anzio, oltre che nell’ambito dell’aggregazione artistica e della conduzione delle serate nel festival itinerante. Tra le novità, oltre ai collegamenti streaming con collaborazioni di community dalla Toscana e la Campania in corso di strutturazione, s’introduce Bici-Tulain:strumento vivo di movimento con connessione wi-fi a impatto zero che accompagnerà i ciclo-poeti raccontando in diretta audio-video, come un diario multimediale, l’intera esperienza all’indirizzo www.tulain.com/biciwifi.La Bici-Tulain incontrerà luoghi e tradizioni per tutti segnando, a sua volta, un corso storico attraverso la rispettiva strada connessa sul web.La programmazione con i singoli eventi della manifestazione e ulteriori collaborazioni messe in atto saranno diffuse con la chiusura dell’allestimento a fine giugno, mentre gli iscritti, ai fini organizzativi, verranno aggiornati tramite newsletter ricevendo, tra gli altri materiali disponibili, tutte le location e gli appuntamenti utili in anticipo.

Una scelta d’amore

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Foto da Global project

 

In questa foto non ci sono, però c’ero anch’io alla grande catena umana a Chioggia contro il nucleare, una delle 10 catene che si sono organizzate a livello nazionale contro il nucleare e per invitare tutti al Referendum del 12 e 13 giugno.

Tra poco, il 12 e 13 giugno, infatti si andrà a votare per i referendum che presentano ben 4 quesiti:

 

1) Abrogazione di norma sulle Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

2) Abrogazione parziale di norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

3) Abrogazione parziale di norme sulle Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.

4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

 

In rete ci sono varie spiegazioni dei quesiti, ma QUI trovate quella che secondo me è la più chiara e completa.

In fondo, la ricetta per essere felici in amore è quella di cambiare menù ogni settimana (almeno secondo il messaggio del mio racconto). Così non accade per l’ambiente. Abbandoniamo definitivamente quello che secondo noi è dannoso e irreparabile per la salute nostra e della terra e facciamo una scelta d’amore per l’eternità. Non aspettiamo un’altra Chernobyl o Fukushima, ben consapevoli che non esiste il reattore sicuro per definizione.

 

Io il 12 giugno voterò 4 SÌ!

 

 

 

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

 

RIASSUNTO DELLA TRAMA (puntate/post precedenti):

1667710162.pngI° parte: La storia si svolge a Padova. Arturo conosce in modo inaspettato Anna, mentre è a casa di Filippo, nel mezzo di una festa. Scopre i due che si stanno baciando nella biblioteca della grande casa del professore Brunelli, padre di Filippo.
Filippo si arrabbia con lui e lo caccia da casa; è sgarbato anche con Anna che se ne va insieme ad Arturo, che con la macchina l’accompagna a casa a Legnaro.
Arturo è uno studente universitario di lettere.
Anna è in terza liceo classico, e si sta preparando per l’esame di maturità.

II° parte: la storia viene narrata in prima persona da Umberto, uno squattrinato scrittore di venticinque anni, che s’arrabatta finanziariamente scrivendo lettere d’amore a pagamento e piccole recensioni di libri sui giornali. Umberto viene invitato da Marta, la sua ragazza, a casa di Arturo, suo cugino.
Umberto accetta e insieme vanno a casa di Arturo, a Piove di Sacco, una cittadina in provincia di Padova. Lì, la zia di Marta e mamma di Arturo, ha preparato un pranzo stravagante a base di ricette sarde. Durante il pranzo nasce una discussione tra Umberto e Arturo sulla letteratura, sulla scrittura in generale. I due si contrastano, con idee diverse, finché Arturo sfida Umberto. Con le sue lettere Umberto deve far innamorare una ragazza di Arturo. Umberto accetta.

III° parte: E’ Anna la ragazza che Umberto deve far innamorare di Arturo. Lui la conosce personalmente all’insaputa di Arturo.
Arturo s’incontra con Anna. Le svela un segreto. Ha la lettera che suo padre doveva consegnarle prima di morire. Confessa di essere stato a conoscenza della relazione di Anna con il padre.
Anna prende la lettera e se ne va. Con Arturo non ha nient’altro da condividere e lascia Arturo al bar da solo, che ricorda alcuni avvenimenti importanti.
Arturo infatti è l’ultima persona che ha visto suo padre ancora vivo. Arturo si rivolge ai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Non si ritrova il corpo del padre di Arturo.

Fuori dal Bar Anna incontra Umberto che la sta aspettando. Anna è felice, pensa che Umberto sia lì per lei. In realtà scopre che è Umberto l’autore delle lettere che riceveva da parte del padre di Arturo. Anna lascia Umberto.

Dopo qualche anno si scopre che il padre di Arturo viveva felicemente in Brasile, dal giornale si apprende che è stato ucciso durante una rapina.

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

(per leggere interamente il racconto, seguire i post dall’inizio)

 

La felicità appartiene a questa vita terrena?

referendum,amoreTutto si conclude così nella normalità, mentre cerchiamo un finale eccezionale. Magari aspettiamo un amore che ci faccia battere il cuore a più non posso in ogni momento della nostra vita, un lavoro che ci dia soddisfazione e piacere, la ricchezza per gustarci a piene mani le bellezze del lusso: Arturo sorrideva mentre dalla finestra guardava sua madre, finalmente sorridente e felice, allontanarsi sulla strada, a braccetto di un piccolo uomo baffuto.

La morte definitiva di suo padre e la sepoltura avevano segnato un riavvicinamento della povera donna alla normalità della vita quotidiana, portandola a frequentare amicizie al di fuori della solita cerchia di conoscenze parrocchiali e a condurre due anime solitarie e inconciliabili, quella di sua madre e quella dell’ex carabiniere Castrocielo, a sua volta amico del padre, a ritrovarsi e a alimentare un amore che in altri tempi sarebbe stato impossibile.

Le due figure sembravano ritagliate nel cielo azzurro: una piccola donna e un piccolo uomo che colmavano d’amore le loro altrimenti inutili esistenze.

Lei rivolse un ultimo sguardo alla casa, sentendosi ormai al sicuro, tra le braccia del suo uomo e salutò con la mano Arturo, affacciato alla finestra.

– Finalmente. Pensavo non sarebbe stato mai possibile finire così – si appoggiò con il viso al braccio dell’uomo che aveva a fianco.

– È finita, ormai.

– Certe volte mi chiedo come abbiamo fatto, a resistere tutto questo tempo… così lontani.

Le accarezzò i capelli sottili e la strinse con le mani sui fianchi.

– Lo sai che non potevamo uscire allo scoperto e poi tuo marito poteva tornare da un momento all’altro.

– Mi dispiace per Arturo, ma suo padre non l’ha mai apprezzato come figlio, forse è stato un bene per tutti, non solo per noi due.

– Sì, tuo marito pensava solo al sesso. Per lui qualsiasi donna andava bene purché cedesse alle sue voglie. Come hai fatto a sopportarlo in questi anni!

– Perché avevo te, sapevo che tu mi amavi e mi bastava. Mi bastava il tuo amore, vederti, sentire quelle parole tue dolcissime che ripetevo ogni giorno dentro me per farmi forza. E quei tuoi baci, e i sogni dei tuoi baci, delle tue mani.

Salirono in macchina. Si baciarono con passione, per soddisfare tutto quel periodo di lontananza e di finta vedovanza.

– Sei sicuro che non riusciranno mai a collegare noi due all’omicidio?

Era ancora turbata, ma la decisione di uccidere suo marito in effetti era venuta prima a lei.

– Non preoccuparti, ho pagato bene quei morti di fame per far sembrare una rapina l’uccisione di tuo marito.

– Potrebbero ricattarci, hai pensato a questo?

– Non sanno nemmeno chi sono e dove abito. Dal Brasile non è facile ritrovarci in Italia e poi non ho mai parlato con loro direttamente; li ho contattati grazie ad un amico che mi doveva un favore. Ora, ti prego, stiamo tranquilli e godiamoci questa bella giornata di sole.

Contattare quel tipo da contrabbando che aveva conosciuto in un brutto affare di droga non era stato facile – in questo le sue conoscenze da ex carabiniere lo avevano aiutato – ma era l’unico modo per risparmiarsi un viaggio in Brasile che gli sarebbe costato molto di più di quei ventimila euro che aveva pagato per quel lavoretto pulito e per eliminare il marito della sua donna. Ora, vedendola, pensava che ne era valsa la pena. La sua depressione era scomparsa e non frequentava più studi medici. Da quel punto di vista, alla fine si era rivelato anche un bel risparmio.

referendum,amoreCon la macchina presero la strada dell’argine, vicino al fiume.

Si distesero sull’erba. Scaricò dalla macchina la borsa con la roba da mangiare.

– Ma quanta roba hai portato? Siamo solo noi due!

– Amore mio, ma questa è la settimana del Menù cinese! Per te ho preparato gli involtini primavera!

Strabuzzò gli occhi, la guardò e la vide bella. Lei vide la sua espressione e si mise a sorridere. Si abbracciarono felici, ridendo. La settimana cinese per il pover’uomo si prospettava alquanto insolita e poco appetitosa, però era innamorato e averla vicino, anche senza doti culinarie perfette, lo rendeva felice.

– E vada per la settimana cinese… – e la distese sull’erba fresca e pungente – gli involtini possono aspettare…

Dalla strada una coppia di ragazzi giovani in scooter si fermò a guardarli, mentre si scambiavano effusioni affettuose sul prato.

– Da vecchio voglio essere anch’io come loro, ancora felice insieme a te… – sussurrò alla ragazza che gli era seduta dietro.

FINE


P.S. Le foto sono tratte dal web e non hanno alcuna attinenza con il racconto, frutto di pura fantasia.

 

In questo periodo sono disorganizzata, dovrò usare un’agenda… io che ho sempre usato allegri fogli volanti.

L'ACQUA COME BENE PRIMARIO PER IL MONDO INTERO.jpgLe amministrative incombono, i referendum anche, si aggiunge pure un viaggio inaspettato. Dirò sempre sì e questo per la mia indole è davvero inaspettato. Ma i per i referendum è comunque d’obbligo e ci saranno altri momenti, meno assonnati, per affrontare l’argomento. D’altra parte uno scippo di referendum non s’era mai visto e aspettiamo la Corte di Cassazione per la sentenza.

 

 

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

 

RIASSUNTO DELLA TRAMA (puntate/post precedenti):


9457_letteratura.pngI° parte: La storia si svolge a Padova. Arturo conosce in modo inaspettato Anna, mentre è a casa di Filippo, nel mezzo di una festa. Scopre i due che si stanno baciando nella biblioteca della grande casa del professore Brunelli, padre di Filippo.
Filippo si arrabbia con lui e lo caccia da casa; è sgarbato anche con Anna che se ne va insieme ad Arturo, che con la macchina l’accompagna a casa a Legnaro.
Arturo è uno studente universitario di lettere.
Anna è in terza liceo classico, e si sta preparando per l’esame di maturità.

II° parte: la storia viene narrata in prima persona da Umberto, uno squattrinato scrittore di venticinque anni, che s’arrabatta finanziariamente scrivendo lettere d’amore a pagamento e piccole recensioni di libri sui giornali. Umberto viene invitato da Marta, la sua ragazza, a casa di Arturo, suo cugino.
Umberto accetta e insieme vanno a casa di Arturo, a Piove di Sacco, una cittadina in provincia di Padova. Lì, la zia di Marta e mamma di Arturo, ha preparato un pranzo stravagante a base di ricette sarde. Durante il pranzo nasce una discussione tra Umberto e Arturo sulla letteratura, sulla scrittura in generale. I due si contrastano, con idee diverse, finché Arturo sfida Umberto. Con le sue lettere Umberto deve far innamorare una ragazza di Arturo. Umberto accetta.

III° parte: E’ Anna la ragazza che Umberto deve far innamorare di Arturo. Lui la conosce personalmente all’insaputa di Arturo.
Arturo s’incontra con Anna. Le svela un segreto. Ha la lettera che suo padre doveva consegnarle prima di morire. Confessa di essere stato a conoscenza della relazione di Anna con il padre.
Anna prende la lettera e se ne va. Con Arturo non ha nient’altro da condividere e lascia Arturo al bar da solo, che ricorda alcuni avvenimenti importanti.
Arturo infatti è l’ultima persona che ha visto suo padre ancora vivo. Arturo si rivolge ai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Non si ritrova il corpo del padre di Arturo.

Fuori dal Bar Anna incontra Umberto che la sta aspettando. Anna è felice, pensa che Umberto sia lì per lei. In realtà scopre che…

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

(per leggere interamente il racconto, seguire i post dall’inizio)

– Come hai potuto ingannarmi? Proprio tu? – lo spingeva lontano, mentre tutto le girava intorno in un vortice.

– Sapevi tutto. L’hai scritta tu?

– Sì – abbassò pavidamente gli occhi. – E sei venuto da me, per conoscermi? Non ti bastava avermi scritto quelle fesserie, spacciandoti per il padre di Arturo? Volevi appurare di persona quanto io fossi cretina a credere a tutto quello che scrivevi?

Non riusciva a contenere l’ira, sentiva solo il bisogno di andarsene mentre Umberto cercava di trattenerla e attirarla a sé per calmarla. – Ho cercato di cambiare, non scrivo più a pagamento, ora lavoro seriamente e voglio solo stare con te.

– Hai scritto anche l’ultima lettera…

– Perdonami, ti prego. Aspettavo il momento giusto per dirtelo e confessarti tutto, poi non ho mai trovato il coraggio. Ho sbagliato, ma ti amo, ti amo tantissimo, non potrei mai farti del male.

– Me l’hai già fatto.

Anna prese la lettera dalla borsa, la appallottolò e la lanciò contro Umberto. – Non voglio più vederti.

– Anna, ti prego…

Anna si era però già voltata e l’aveva lasciato immobile, lì sotto il portico. Una leggera pioggia cominciava a cadere. Intorno a sé vedeva nero, il nero dei palazzi, il nero delle facce innumerevoli che le passavano accanto. Si sentiva indifesa, ferita, ferita nell’orgoglio e derisa, immensamente sola e ripensava all’ultima lettera del padre di Arturo, dove le diceva che sarebbe partito e che lo faceva per lei, troppo giovane per rovinarsi la vita con un vecchio.

Lo avrebbe preferito morto ed invece era stata abbandonata, lasciata… ancora, un’altra volta. La prima volta, da suo padre, che non aveva mai conosciuto. A casa sua passavano innumerevoli uomini, pseudoamici della madre che dopo qualche fugace passaggio non tornavano più. Si ricordava dei pranzi a casa delle amiche, a tavola con la famiglia al completo, alle feste tradizionali le invidiava mentre se ne stavano insieme ai genitori e lei invece sempre sola. Con il padre di Arturo aveva iniziato una storia platonica, vedeva in lui un uomo capace di proteggerla. Più di qualche volta aveva cercato un approccio più sensuale ma si era sempre rifiutata. Poi aveva cominciato a scriverle quelle lettere e ad ogni lettera chiedeva qualcosa di più.

Era un gioco cui si sottoponeva come una bimba curiosa: ora si doveva lasciare accarezzare i capelli, ora stuzzicare la bocca…, sapeva di sconfinare verso terre da cui non sarebbe mai più potuta tornare indietro ma non voleva perderlo anche se non provava per lui nulla di più di un semplice amore fanciullesco senza pretese erotiche. Si era sentita finalmente amata, fino a quel maledetto giorno della sua scomparsa. E ora veniva a sapere che l’aveva abbandonata e glielo diceva con una lettera. E Umberto sapeva tutto perché l’aveva scritta, proprio Umberto, che pensava fosse diverso ed invece… falso… falso falso.

stazione_padova_2--190x130.jpgSi allontanò verso la Stazione, mentre a distanza Umberto la seguiva.

Aveva raccolto la lettera e letto alcune frasi e poi un lampo gli era balenato nella mente e si era messo a correre per raggiungere Anna.

 

Che il padre di Arturo si fosse rifatto una vita in Brasile, in paese si venne a conoscenza qualche anno più tardi.

Qui il giornale funzionò realmente come medium, nel senso che fece rinascere il poveretto attraverso una bellissima foto che lo ritraeva felice in una città del Brasile.

Fu un duro colpo per tutta la famiglia di Arturo, anche perché nella foto il disgraziato era ritratto sorridente in un famoso locale del luogo abbracciato ad una splendida ragazza dalla dentatura perfetta.

Tuttavia la didascalia della foto non annunciava nulla di altrettanto lieto. Erano infatti poche righe per informare della morte di questo poveretto, scomparso da qualche anno in Italia, il cui corpo era stato ritrovato ucciso a colpi di arma da fuoco, sicuramente a seguito di una rapina, nell’abitazione dove viveva con la compagna e il figlio maggiorenne di quest’ultima.

Questa morte posticipata si rivelò comunque fausta per tutto il paese. La salma ritornò dopo qualche mese e finalmente la povera madre di Arturo potè dare degna sepoltura al marito.

Arturo ripose tutte le sue paure tra i cassetti impolverati del suo cuore e li richiuse per sempre.

Anna riprese la sua vita normale di studentessa senza pretendere null’altro dalla vita e dall’amore. Umberto smise di scrivere lettere a pagamento.

La felicità appartiene a questa vita terrena?

Tutto si conclude così nella normalità, mentre cerchiamo un finale eccezionale. Magari aspettiamo un amore che ci faccia battere il cuore a più non posso in ogni momento della nostra vita, un lavoro che ci dia soddisfazione e piacere, la ricchezza per gustarci a piene mani le bellezze del lusso…

(CONTINUA)

P.S. Le foto sono tratte dal web e non hanno alcuna attinenza con il racconto, frutto di pura fantasia.