E l’hanno chiamato amore

catene
Spezzare le catene, su tutti i fronti.

 

 

 

 

 

 

Ci hanno dato buoni consigli,

fornendo alibi ai nostri nemici.

Hanno camuffato il colore delle emozioni

tingendolo del nero della schiavitù.

Adagiandosi sul nostro ventre

hanno finto gemiti di piacere

provando l’orgasmo del potere.

E l’hanno chiamato amore.

Si sono eretti simulacri,

finti tabù del nostro tempo,

glorificando la sicurezza della catena.

In nome della libertà

abbiamo tagliato le nostre vene,

dissanguando intelligenza.

E il sangue versato

l’hanno chiamato amore.

 

P.S. l’immagine è tratta dal web e non ha alcuna attinenza con la poesia, opera di fantasia.

Felici cime

250px-Colle_del_lys_da_versante_est_roccasella.jpgLa lotta strema le coscienze,

il conflitto indebolisce il pensiero,

mi son detta,

quando ho visto un contadino raccogliere

pietrose offese come succosa frutta.

Spalava dalla terra le parole vergognose

di chi sporcava col catrame

i sentieri della felice cima.

 

La montagna chiama,

la montagna è carne,

mi son detta,

anche se straniere e lontane

percorsi incrociano le genti:

agitate dallo stesso vento

le chiome degli alberi

e i capelli del ragazzotto imberbe.

 

Svettano ora stanche le cime

martoriate da mostruose escavatrici,

che annegano nel cuore della terra

il buio informe di un tubo di ferro.

 

Negli occhi del poliziotto

c’è lo stesso spavento della donna

che spalanca il seno all’ingrata violenza.

Allarga le braccia di fronte al figlio.

 

E, attraverso il filo spinato,

non riconosce di aver innanzi una serpe.

 

 

 P.S. la foto è tratta dal web e non ha alcuna attinenza con la poesia, opera di fantasia.