Sulle dita ne ho contato uno

Certe volte mi chiedono, e questa volta me l’ha chiesto una persona a cui tengo molto, se le mie poesie parlano di me. Logico che rispondo di sì. Le mie poesie parlano di me, ma sono anche rielaborazioni di quello che vivo per renderle universalmente comprese. Quello che voglio comunicare non necessariamente l’ho vissuto nella vita reale, ma l’ho vissuto comunque  nel mio intimo, come emozione e per questo sento l’istinto naturale a condividerlo con l'”altro”. bianco_e_nero_1b

Lascio qui una mia poesia, proprio per rendere chiaro il concetto.

 

 

 

 

Sulla dita ne ho contato uno

Sulle dita ne ho contato uno.

Era un ti amo leggero

morto sulle tue labbra

ancor prima che raggiungesse le mie.

Era un ti amo fatto di pioggia,

la farfalla che ti era sfuggita,

la donna che ti aveva tradito.

Sulle dita ne ho contato uno.

Era il mio ti amo.

(di Giulia Penzo)

 

P.S. La foto è tratta dal web e non ha alcuna attinenza con la poesia.

Sulle dita ne ho contato unoultima modifica: 2017-05-19T23:55:21+00:00da emmagiulia
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4 pensieri su “Sulle dita ne ho contato uno

  1. un ti amo leggero,
    di pioggia vestito,
    con due paia di ali,
    ma nel cuore per sempre è rimasto lì …
    e come un dardo ha colpito 🙂
    Grazie per essere tra le pagine delle mie emozioni

  2. Ciao Giulia, questa tua poesia mi è piaciuta molto; e capisco esattamente cosa vuoi dire con:”Le mie poesie parlano di me, ma sono anche rielaborazioni di quello che vivo per renderle universalmente comprese.” : è proprio quello che tento di fare anch’io quando scrivo una poesia: trovare un ‘luogo comune’ tra me e chi eventualmente mi leggerà. Ciao, buona scrittura! 🙂

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