16/09/2009
CI PRENDIAMO UN CAFFE'...ESPRESSO?
Continua il mio racconto “Se il mio uomo conoscesse Roland Barthes”. Per leggerlo senza interruzioni, fino a questo punto, CLICCARE QUI
Ringrazio Liminare per la gentile concessione della foto “La donna imperfetta”
CI PRENDIAMO UN CAFFE'...ESPRESSO?
La Donna imperfetta 2 (Villa Medici - Roma) Liminare_206
Gli occhi di Marina erano grandi occhi nocciola, come quelli di uno scoiattolo indifeso. Giorgio ebbe subito il bisogno di abbracciarla, come per proteggerla.
“Sei bellissima”, le disse ansioso di dimostrarle la sua ammirazione e scivolando con gli occhi sulle prorompenti forme femminili.
“Grazie..., sei stanco?”, Marina cercò subito di sorvolare sul complimento, come schivando lo sguardo di Giorgio.
“Non ti immaginavo così...”, continuò imperterrito, “...femminile”.
“Non abbiamo mai parlato di questo, ma di altro, se ben ricordo, e poi...che importanza ha? Vieni, sbrigati, ho lasciato la macchina in divieto di sosta e qui i vigili sono tremendi” e si diresse scattante verso una macchina grigia, una vecchia rover fumosa.
Il traffico era intenso, le vie di Padova erano color mattone, un girovagare di sensi unici. Si ritrovò in una via laterale da cui si poteva intravedere la bellissima Basilica del Santo. Mentre Marina guidava, Giorgio aveva osservato attentamente la donna al suo fianco. Guidava a scatti nervosi, le braccia affusolate bianche spiccavano dalla maglietta attillata, e dai pantaloni emergeva la carne ancora giovane, da trentenne, che guizzava veloce lasciando intravedere una vogliosità istintuale di sano appetito.
“Oggi hai beccato il mio giorno libero; lo sai che lavoro come impiegata presso la direzione della nostra azienda sanitaria...”, lo guardò di sottecchi Marina, sentendosi osservata.
“Sì, me l'avevi detto..., spero non ti dispiaccia questo mio arrivo imprevisto..., ma avevo voglia di cambiare, di vedere gente nuova e soprattutto avevo voglia di conoscerti”
Marina gli lanciò un'occhiata traversa. Si fermò con la macchina davanti ad una piccola palazzina.
“Forse hai voglia di conoscere solo una persona”, Marina lo punse nel vivo.
“No, non credere..., avevo bisogno di capire...”
“Capire cosa?”, lo guardava dritto negli occhi.
“Capire se è solo apparenza, la nostra..., la nostra vicinanza...”
“Vicinanza?...tu sei pazzo!!” e si mise a sorridere “...nel virtuale non esiste la vicinanza. Senti...”, continuò Marina “...si avvicina l'ora di pranzo, che facciamo? Vuoi che andiamo a casa mia e prepariamo qualcosa oppure andiamo in qualche bar vicino?”
“Non ho molta fame...” rispose Giorgio realmente indeciso.
“Va bene, allora, andiamo su da me così ti rinfreschi un po' e ti preparo qualcosa da bere, poi se vuoi ti riaccompagno in stazione, alle 22.00 hai il treno, no?”
“Sì...alle 22.00. Vorrei essere a Milano questa notte. L'alba deve essere mia, l'inizio di un nuovo giorno...”
“Ho capito, ...per Giovanna”
“Sì” rispose Giorgio convinto.
A Padova succede che ogni via sia sempre completamente deserta. Padova, nonostante la ricchezza culturale apportata dall'Università e dai numerosi studenti provenienti da ogni parte d'Italia, lascia ognuno in una profonda solitudine, a girovagare tra i portici dove si può cogliere il sole come un fiore in pieno deserto. Giorgio non riusciva a capire se quella era una bella giornata.
Parcheggiarono in una di queste vie, e scesero dalla macchina; Marina si diresse sicura verso uno degli innumerevoli portoni sotto un portico, entrarono e salirono le scale del piccolo condominio silenzioso. Marina lo precedeva e Giorgio, dietro, intravedeva le curve della donna. Un lieve eccitamento cominciò a risvegliarsi in lui e per questo si arrabbiò con se stesso. Stupido, si diceva, se lei se ne accorge non avrà più fiducia in me.
E d'altra parte notava una sfida in quella donna, che aveva il coraggio di condurre uno sconosciuto dentro la sua casa. Lei si appoggiò alla porta per cercare le chiavi dentro la borsetta che portava con sé, si girò verso di lui e notò il suo sguardo adorante. Bastò un attimo e le loro bocche già si cercavano, lui sentì il suo sapore, sentiva il seno caldo di lei, come ripieno di dolcelatte, premergli contro il torace, e mentre le sue mani incoscienti gli scivolavano dentro i pantaloni, lui frugava con le dita facilmente dentro di lei. Avrebbe voluto sentire il suo odore, assaggiarla tutta e l'avrebbe presa anche in piedi, così, per liberarsi di quel desiderio improvviso.
Il rimbombo nelle scale di una porta che sbatteva li risvegliò, e Marina velocemente si ricompose, riassestando la maglietta e i pantaloni che lasciavano debordare più del necessario. Anche Giorgio cercò di darsi un contegno. E gli fu necessario perché, quando Marina introdusse le chiavi per entrare dentro casa, la voce di un uomo li raggiunse : “Marina, sei tornata?”
(CONTINUA)
15:13
Scritto da : emmagiulia
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02/09/2009
NEL MARE DEI MIEI DESIDERI, PERCHE' PROPRIO TU?
Aquarium - G.F.G. Liminare_206
Continua il mio racconto "Se il mio uomo conoscesse Roland Barthes"
Grazie a Liminare_206 per la foto gentilmente concessa:
Lord65, ovvero il mattino
Lord65 era ironico, sempre presente nei momenti difficili. Un post sui Doors, l’amore per la musica e per i viaggi, era bastato per diventare subito amico di Giorgio63. Ogni tanto Lord65 partiva e postava anche durante i suoi viaggi; bellissime foto di paesaggi campeggiavano nel suo blog e, sempre informatissimo sulle novità del momento, intervallava notizie curiose di visite in luoghi stranissimi con commenti sulla politica attuale. Il mondo dei bloggers era variegato ma Giorgio sapeva riconoscere chi era in grado di apportare qualche novità tra le solite assurde presunzioni o in mezzo agli innumerevoli tentativi adolescenziali di espressione artistica. Certe volte si soffermava divertito sui blog delle ragazzine, sempre piene di fantasia, di disegni dolci ripieni come biscotti di cuoricini, stelline, gattini e peluche. Le loro poesie e i loro post reclamavano dolci carezze, amore e amore soffice come panna. Qualcosa di delicato, che non osava disturbare o intaccare magari con commenti sarcastici. Anche virtuali erano bellissimi, i giovani. Non che lui si sentisse vecchio, anzi. Ma aveva acquisito una capacità critica nel tempo che lo aveva reso duro, se così si può dire, nei confronti dell’altro. Le sue relazioni avevano perso la spontaneità giovanile dell’approccio diretto. E procedevano per gradi.
Ogni mattina Giorgio63 apriva il blog dell’amico, per leggervi le ultime novità. Lord65 era ogni volta una scoperta artistica nuova, e peraltro offriva gratuitamente suggerimenti seri sul mondo dell’informatica; un giorno avrebbe pubblicato una piccola guida per blogger, questo era il suo sogno, anche se al momento si accontentava di un lavoro come sistemista.
Nella blogosfera Lord aveva simpatizzato con tantissimi amici. Giorgio63 invece era meno seguito e non ne capiva il motivo, anche se cercava di essere sempre presente, commentava sempre i post degli amici, non era invadente…mah…, non riusciva a farsene una ragione. Lord65 era diventato amico in particolare di Stefy che gestiva un blog di grafica, di musica, e di programmini vari per abbellire i siti e i blog.
Lord65 aveva confidato a Giorgio63 che prima o poi si sarebbe incontrato con Stefy; al momento si telefonavano, si piacevano, avevano gli stessi interessi culturali. Il problema era che Lord era già sposato e con un figlio ancora piccolo.
Quella mattina, lo contattò con un sms: “domani sono a Roma,vuoi che ci incontriamo per un caffè?”
Lord rispose subito “sono al lavoro alle 8.00, se vuoi alle 7.30 possiamo trovarci per fare colazione assieme”.
“Ok”, gli rispose Giorgio63.
Giorgiò arrivò a Roma molto presto. Trovò sistemazione in un hotel vicino alla stazione Termini, non proprio un hotel a 5 stelle, ma comunque comodo e funzionale per passarci la notte.
Anche quella notte Giovanna non gli aveva scritto. Era preoccupato per lei, per la situazione pericolosa con il marito; sapeva che ne sarebbe uscita solo con l’aiuto di qualcuno, e lui voleva essere quel qualcuno. Avrebbe voluto abbracciarla, sentirla viva. Le aveva lasciato una mail prima di partire, dove le aveva scritto che partiva per conoscere un po’ di amici virtuali e soprattutto per vedere lei, per capire cosa provasse per lei.
La mattina seguente con Lord si era dato appuntamento in un bar lì vicino. Gli arrivò un sms “cosa indossi?”, “maglietta a righe blu e jeans” rispose. Una mano si alzò vicino al bancone. Giorgio! Si senti chiamare da un ragazzotto biondo, un po’ appesantito dal lavoro sicuramente sedentario di sistemista.
Il ragazzotto gli sorrise e gli corse incontro, abbracciandolo: “Che bello vederti, finalmente!”
“Sì, dopo tante chattate, eccoci di persona!”
“Purtroppo ho a disposizione solo 15 minuti, poi sai che devo andare al lavoro…” gli rispose Lord un po’ dispiaciuto “..il tempo appena di bere un caffè…”.
“Non preoccuparti, anch'io non ho molto tempo”, mentì Giorgio, ma non voleva essere di peso. Il caffè rimase nella tazzina. Lord sembrava demoralizzato da qualcosa.
“Sai, con Stefy chiudo. Aspettiamo un altro bambino...Mia moglie...”
“Ma tu e Stefy,...vi siete mai incontrati?”
“No, Stefy non vuole, dice che non vuole essere lei a rovinare la mia famiglia, e che dev'essere una mia decisione”, rispose Lord abbassando lo sguardo.
“Sì, ha ragione, ma non puoi prendere nessuna decisione seria se non la conosci almeno fisicamente; non riusciresti mai a fare un passo così importante”.
“Tu pensi sia solo una questione che riguarda una relazione fisica. Non è così, almeno nel mio caso; con lei, nella mia virtualità riesco ad essere e ad esprimermi nella maniera più autentica. Con mia moglie non c'è più quel rapporto di complicità che trovo invece con Stefy. Perché non si può amare più di una persona? Internet, ha creato un modo per permettere al nostro spirito di amare e di essere amati indipendentemente dalla nostra fisicità.”
“Tua moglie non accetterebbe mai un'altra relazione, me l'avevi detto...”
“Non andrei ad incidere nella nostra vita quotidiana. Amerei Stefy, ed amerei mia moglie in modo diverso, ma amerei entrambe...”
“Non credo che Stefy sarebbe d'accordo...essere considerata un ritaglio di spazio intellettuale..”
“Non so, così non si può continuare. Ho deciso di chiudere con lei...e voglio chiudere il blog”
“No, davvero, non puoi farlo...”, disse Giorgio al suo amico, ponendo un braccio con affetto sulla sua spalla.
“Ti porta via troppo tempo, anche al lavoro ed oggi, con il secondo figlio in arrivo, non posso permetterlo..”
“E' vero, ma puoi moderarti...”
“Lo sai anche tu che non è possibile: una volta che si sono innescate le relazioni, si moltiplicano i contatti, le amicizie e tutto diventa più complicato, non puoi permetterti di ignorare tutto” guardò distrattamente l'orologio, “Devo andare...Tu adesso dove andrai?”
“Da Giovanna”
“Sei sicuro che voglia incontrarti?”
“Non lo so”
L'amico lo abbracciò, senza dire altro, e se ne andò.
Lord65, ovvero la mattina, se ne andò.
Giorgio continuò a sorseggiare pensieroso il caffè ormai freddo.
Non gli aveva chiesto quale fosse il suo vero nome; avrebbe continuato a chiamarlo "Lord65".
(continua)
09:53
Scritto da : emmagiulia
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25/02/2009
NOTIZIE CURIOSE
Della serie notizie curiose :
fonte: ANSA
ADDIO AL VECCHIO TERMOMETRO AL MERCURIO
ROMA - Addio al vecchio termometro a mercurio. Si conclude così un iter cominciato 12 anni fa. Dal 3 aprile prossimo, infatti, il tubicino di vetro contenente questo metallo pesante sarà messo al bando, con l' entrata in vigore del decreto ministeriale del 30 luglio scorso che recepiva una direttiva CE in tal senso...PER LEGGERE TUTTO CLICCA QUI
Ok, ci sparisce il vecchio termometro, l'unico che sapeva darci la temperatura esatta e che non sbagliava mai, senza la preoccupazione di pile o altro...: naturalmente questo dovrebbe tutelare l'ambiente e apprezziamo la scelta della comunità europea preoccupata della nostra salute.
In compenso tuttavia comparirà sotto casa nostra una bella centrale nucleare, le cui scorie sbolliranno nell'eternità sotto le nostre tuberosità ischiatiche: ma il popolo italiano è ancora sovrano?
fonte: ansa.it
NUCLEARE: BERLUSCONI-SARKOZY, ASSE ITALIA-FRANCIA
(ANSA) - ROMA - ''Il futuro e' nell'energia rinnovabile e nel nucleare, dobbiamo svegliarci''. E con la Francia al nostro fianco, ''che ci ha messo a disposizione il suo know-how'', potremo ''risparmiare diversi anni'' e avviare la costruzione di centrali nucleari ''in un tempo contenuto''. Il premier Silvio Berlusconi non ha dubbi e formalizza il ritorno del nucleare in Italia (''frenato negli anni '70 dal fanatismo ecologico di una parte politica''), illustrando l'accordo di cooperazione energetica appena siglato, nel corso del vertice italo-francese a Villa Madama, insieme al presidente francese Nicolas Sarkozy.
00:11
Scritto da : emmagiulia
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14/02/2009
CENSURA? NO, LIBERTA' DI ESPRESSIONE!
Si continua anche a Milano l'azione contro la campagna pubblicitaria della Relish e QUI di seguito PUBBLICO LA LETTERA INVIATA DALLA PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE DONNE IN QUOTA.
Alcune donne si proclamano contrarie all'oscurantismo, come Franca Bimbi, che suggerisce cosa fare per protestare contro la ditta napoletana: Semplice - spiega - basta boicottarla, non comprando i suoi capi. Molto meglio agire così piuttosto che far togliere il cartellone, che sa tanto di censura.
Penso che la Bimbi si sbagli: non è di censura che si parla ma del diritto delle donne di poter esprimere la propria opinione.
Non far passare sotto silenzio, ma denunciare anche a rischio di ottenere l'effetto contrario, come quello di alimentare una pubblicità gratuita. Troppi messaggi arrivano senza che nessuno alzi la propria voce.
Alimentiamo il dibattito pubblico e abbiamo il coraggio di dissentire!
IMPARIAMO A DIRE:

FONTE: DonneInQuota
Oggetto: campagna pubblicitaria RELISH a Milano? No, grazie.
La pubblicità che si ispira IRONICAMENTE al film Thelma e Louise è approdata anche sui cartelloni pubblicitari di Milano.
Anche a Milano, come a Napoli e Padova, ne chiediamo la rimozione.
Le motivazioni: lede l'immagine della donna, istiga alla violenza contro le donne, offende la donna in quanto essere dotato di intelligenza e coscienza, ignora qualunque presupposto relativo alla cultura di genere e ai principi di pari opportunità.
Ancor di più offende le migliaia di donne che ogni giorno sono vittime di violenza e che non hanno la forza di reagire, che si sentono avvilite di fronte allo sbeffeggiamento e all'ostentazione della violenza pubblicitaria.
Tale violenza mediatica incoraggia la violenza, la giustifica, la rende "di massa" proprio come il mezzo utilizzato.
Chiediamo dunque che le foto oggetto della campagna SIANO IMMEDIATAMENTE RITIRATE.
Attraverso i mezzi di comunicazione di massa, come lo è una campagna pubblicitaria, si veicolano concetti e argomenti che vanno ben oltre una semplice foto. Vi incoraggiamo dunque a consultare le associazioni che si occupano di questioni di genere e che promuovono le pari opportunità e l'immagine della donna, affinché si diffondano valori positivi, non lesivi della dignità, della cultura, dell'intelligenza della donna.
Chiediamo infine maggiore sensibilità per una questione molto più grave: la cronaca legge e vede solo la punta dell'iceberg di un problema molto più profondo e vasto, che coinvolge milioni di donne. La violenza domestica uccide ogni anno centinaia di donne e i giornalisti difficilmente vedono e sottolineano quel file rouge, rosso come il sangue, che unisce tutti questi casi.
A questo scopo, ci dichiariamo a completa disposizione per un confronto in merito.
La presidente Donatella Martini
DonneInQuota
00:36
Scritto da : emmagiulia
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