Nessuno a liberare San Servolo

Purtroppo ieri non sono riuscita ad andare alla Cerimonia di Premiazione  per ricevere l’attestato di merito per la mia poesia finalista al Premio Letterario R. Pironti – 2017  che si è svolta al  Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” – Mondragone – Sabato 20 maggio 2017.

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Questa poesia nasce durante un viaggio in visita all’isola di San Servolo, isola veneziana che venne ad ospitare nel 1715 il primo manicomio. Adesso il manicomio non esiste più ma si può visitare il Museo e l’isola, che ora  accoglie  la succursale dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e dal 2012 è sede del Collegio Internazionale Ca’ Foscari.

 

Nessuno a liberare San Servolo

C’è una nuvola, oggi,
sopra l’isola di San Servolo.
Scivolando la barca,
lenta sull’acqua
mi segue la bianca scia
fino all’approdo.
Non so se era un ghepardo
quella nuvola sbilenca nel cielo,
forse un dinosauro, un cigno.
L’isola si staglia immobile,
e ci accoglie una ragazza,
piccola guida dipinta di nero,
spiccata in volo
come un dipinto di Chagall.
Ci accompagna
fin dentro la vecchia chiesa.
Non molto tempo è passato,
accarezzo le panche:
chissà le persone sedute,
coltivavano sogni
proprio come me.
Come soffia il vento
sull’isola di San Servolo, oggi.
Attraverso i corridoi lucidati a nuovo
le grandi finestre
proiettano riflessi e senti
quegli stessi occhi ancora lì,
e con i miei stessi occhi
guardare lontano e chiedermi:
cosa succede a Venezia
mentre qui trascorro le ore?
Cercavi la fuga, forse,
qual era l’errore o il delirio
che ti teneva rinchiusa.
Ora non serve battere i pugni
sulla grande finestra,
nessuno a sentirti
se non il vento che urla:
non c’è speranza,
nessuno a liberare l’isola di San Servolo!
C’è una nuvola nera
sopra l’isola di San Servolo:
la pioggia di dolore ti cade addosso
e non puoi respirare nonostante
il vento e l’aria
a testimoniare la vita.
Sai che tu puoi tornare,
ma altri non sono tornati,
mentre sali sulla barca che ti porta lontano.
Rivedi la scia bianca, ti tufferai dentro
per lavarti da quella follia.
Ho conosciuto il male, oggi,
a San Servolo.

*San Servolo: Dopo l’unificazione al Regno d’Italia (1866) la provincia di Venezia fu incaricata della gestione dell’istituto manicomiale che ne seguì le varie trasformazioni istituzionali. Nel 1932 i Manicomi Centrali veneti di San Servolo e San Clemente furono chiamati Ospedali Psichiatrici. Nel 1978 venne approvata la legge 180/1978, meglio nota come legge del medico veneziano Franco Basaglia che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici e nel 1994 l’ospedale effettivamente venne chiuso. (da Wikipedia)