K.lit | Il Festival dei Blog Letterari 7/8 Luglio 2012 – Thiene (VI)

Testo tratto da K.lit

Blog letterari 3.0

klit,festival,blog,blogger,festival blog,letteratura,donne,linguaggiok.Lit è una chiave di entrata nel mondo dei blog; la lettera k, infatti, rimanda al termine key, chiave, mentre Lit è la forma abbreviata di literature, letteratura. Ricorda il click del mouse: agile, immediato. Così sono i blog letterari che si specchieranno nei due giorni di luglio a Thiene con migliaia di persone presenti a un festival unico nel suo genere in Europa.

Zygmunt Bauman, nel suo celebre testo Modernità liquida, si chiedeva una decina di anni fa che cosa fosse la modernità e quali fossero gli elementi che la rappresentavano. Da una prospettiva particolare, i blog letterari appartengono alla modernità grazie alle loro dinamiche fluide, e si rapportano con le nuove tecnologie, portando le persone a nuove domande, non solo per quanto concerne il mondo dei libri.

La liquidità dell’epoca contemporanea è unione di arti e conoscenza, k.Lit cercherà di interpretarne lo spirito: fare incontrare blogger, addetti ai lavori, artisti, lettori, cittadini. Gli argomenti affrontati dai relatori diverranno suggestioni e intrattenimento.

Sette location si coloreranno con tavole rotonde, attività artistiche, laboratori e tanti blogger da ogni parte d’Italia (e non solo); prenderanno vita attraverso un linguaggio semplice perché non vi è nulla di più bello che incontrarsi, conoscersi e capirsi: come nei caffè letterari di un tempo, magari con un tocco d’ironia.

Thiene diventerà lo spazio fisico in cui il web prenderà forma reale.

 

Qui il programma dell’evento.

 

SABATO 7 LUGLIO DALLE 11.00 ALLE 11.30 CI SARO’ ANCH’IO!!!

Parteciperò ad una tavola rotonda in CENTRO CITTA’ a THIENE (VI) per parlare di Linguaggio maschile e femminile insieme a:

LAURA COSTANTINI (GIORNALISTA RAI)

FEDERICO BACCOMO (SCRITTORE E AVVOCATO)

GIULIA PENZO (BLOGGER)

MODERA: MARTA PEREGO (GIORNALISTA IRIS MEDIASET)

 

 

 

ORA!

Se non ora quando?

 

ORA!

 

Ora deve dimettersi,

ora deve cambiare,

la piazza si deve muovere

subito,

ora, finalizzata!

 

 

 

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

 

riassunto.gifRIASSUNTO DELLA TRAMA (puntate/post precedenti):

I° parte: La storia si svolge a Padova. Arturo conosce in modo inaspettato Anna, mentre è a casa di Filippo, nel mezzo di una festa. Scopre i due che si stanno baciando nella biblioteca della grande casa del professore Brunelli, padre di Filippo.

Filippo si arrabbia con lui e lo caccia da casa; è sgarbato anche con Anna che se ne va insieme ad Arturo, che con la macchina l’accompagna a casa a Legnaro.

Arturo è uno studente universitario di lettere.

Anna è in terza liceo classico, e si sta preparando per l’esame di maturità.

II° parte: la storia viene narrata in prima persona da Umberto, uno squattrinato scrittore di venticinque anni, che s’arrabatta finanziariamente scrivendo lettere d’amore a pagamento e piccole recensioni di libri sui giornali. Umberto viene invitato da Marta, la sua ragazza, a casa di Arturo, suo cugino.

Umberto accetta e insieme vanno a casa di Arturo, a Piove di Sacco, una cittadina in provincia di Padova. Lì, la zia di Marta e mamma di Arturo, ha preparato un pranzo stravagante a base di ricette sarde. Durante il pranzo nasce una discussione tra Umberto e Arturo sulla letteratura, sulla scrittura in generale. I due si contrastano, con idee diverse, finché Arturo sfida Umberto. Con le sue lettere Umberto deve far innamorare una ragazza di Arturo. Umberto accetta.

 

IL COLLEZIONISTA DI FINALI

(per leggere interamente il racconto, seguire i post dall’inizio)

 

dis_giornale.gifLa guardava muoversi agile, tra i tavoli del bar. Riusciva a scorgerla nel gesto inconsapevole di sistemarsi i capelli, appena mossi dalle onde leggere dei riccioli naturali. Ogni tanto sorrideva, lanciandogli sguardi furtivi. Lui si chiedeva: come fai ad essere così bella?

Da lontano gli fece il cenno quotidiano, ti porto il solito?

Dopo qualche minuto gli arrivò davanti e ora poteva goderla interamente nella sua fragilità e bellezza.

– Ciao, com’è andata stamattina?

Gli porse l’abituale tazza di cappuccino e si sedette sulla sedia di fronte alla sua, dopo aver dato una sbirciatina in giro per vedere se c’erano nuovi clienti.

Ogni giorno, sulla crema soffice di latte gli faceva trovare qualcosa di strano, l’immagine di un fiore, una stella…

– Bene, quello che mi preoccupa sono le ragazzine, non riesco a gestirle, si mettono a ridere o arrossiscono se le riprendo…

– Ma allora piaci! Vorrebbero la tua attenzione.

– Sì, ho capito, ma io desidero solo insegnare un po’ di latino e italiano e non pretendo di fare lo psicologo!

Anna s’alzò di scatto, il barista la chiamava al bancone. Quel cafone se ne approfittava e la guardava storto ogni qualvolta si fermava a parlare con qualcuno. Portò caffè e cappuccini ad altri tavoli poi, passandogli vicino, gli disse in velocità: – Purtroppo c’è gente… – e accompagnò la frase con una smorfia di delusione.

Mentre beveva il cappuccino e leggeva il giornale, Umberto ripensava al modo in cui aveva conosciuto Anna. Arturo non doveva sapere che da qualche mese frequentava il bar dove Anna lavorava tutti i fine settimana; sicuramente ne sarebbe stato geloso. Inizialmente, quando aveva cominciato la scommessa non pensava che questa storia potesse avere un seguito. Arturo non aveva la benché minima possibilità di conquista di una ragazza come Anna e lui avrebbe sicuramente perso la sfida, ma non gl’importava.

Dopo qualche minuto gli si avvicinò: – Andiamo?

Uscirono dal bar e faceva freddo. Anna aveva appena finito di lavorare e aveva voglia di rilassarsi un po’.

– Andiamo al cinema? – gli chiese mentre lo prendeva a braccetto come un’innamorata.

Entrarono nel primo cinema che trovarono. Era in programmazione un filmetto di quelli tanto in auge in quel momento: storie sovrappopolate di relazioni di quarantenni falliti, depressi, o in crisi coniugale. Durante il film Anna gli raccontò di una mail strana ricevuta da parte di un amico quel pomeriggio.

Umberto fece finta di nulla, ma capì in quel momento cosa significasse aver paura.

 

Ciao Anna,

volevo farti i complimenti per il voto finale alla maturità. Sei stata eccezionale.

Ti ricordi di me? Sono passati quasi tre mesi dall’ultima volta che ci siamo visti. Vorrei invitarti a mangiare qualcosa insieme, per stare un po’ in compagnia. Che ne dici?

Ti svelerò cosa cercavo in quella biblioteca, lo so che sarai senz’altro curiosa.

 

Quando lesse questa mail Anna rimase un po’ a pensare a chi potesse averla scritta. E poi arrossì ancora al pensiero di quella serata in biblioteca, ricordando tutta la scena, con lei mezza nuda davanti a Filippo e a quel ragazzo strano, Arturo. Però era stato gentile con lei e decise di rispondere.

 

Ciao Arturo,

certamente, mi ricordo di te e vengo volentieri, però preferirei incontrarti nel pomeriggio, magari per bere un’aperitivo. Purtroppo di sera studio e in questo periodo devo prepararmi per un esame importante.

 

Arturo si trovava proprio davanti al pc, lesse la mail e, felice, le rispose subito:

 

Va benissimo. Facciamo domani verso le 18.00 davanti al Caffé Pedrocchi? Oppure passo a prenderti a casa?

 

Anna si stupì della risposta veloce. Pensò che era meglio accettare ed in fondo, sì, era curiosa di sapere il motivo di quest’incontro inaspettato e la storia di quel libro dalla pagina strappata. Non aveva tanta voglia di rivedere Arturo e sicuramente non le importava passare una serata con lui; si ricordava anche di una sensazione strana quand’erano stati insieme.

 

Ok, a domani davanti al Pedrocchi. Sono già a Padova, non serve che tu mi venga a prendere.

Ciao, a presto.

 

Anna arrivò qualche minuto prima delle sei. La piazza era ancora piena di gente, perché Padova è sempre in fermento per gli studenti universitari che vi abitano o che transitano sugli autobus, sulle biciclette o appiedati. Era un po’ in ansia per quell’incontro, non aveva voglia di ricordare quella serata e Arturo non le era sembrato affidabile, anche nel cambiamento d’umore che aveva mostrato a lei in macchina, mentre la riportava a casa. Le arrivò alle spalle; si sentì sfiorare appena e capì che era lui. Sì voltò a guardarlo e capì. Gli occhi erano gli stessi, e il sorriso e la bocca. Per un attimo, al ricordo, lo trovò bello.

Si salutarono con uno scambio di baci di cortesia e poi s’incamminarono in silenzio verso Piazza delle Erbe.

– Ci fermiamo in un bar?

– Sì, – gli rispose – non ho voglia di camminare. È da questa mattina che sono in giro tra aule universitarie e biblioteche.

Trovarono un piccolo bar dove s’infilarono per riscaldarsi.
Si sedettero su due piccoli divanetti, uno difronte all’altro.
– Come l’hai scoperto? – gli chiese a bruciapelo. Il colore degli occhi di Arturo era così particolare che era sicura di non sbagliarsi.

Arturo sfilò dal borsello che portava con sé un foglio di carta. – Da questa. Non ti è mai arrivata. Mio padre è morto prima di spedirtela.

(CONTINUA)

 

 

P.S. Le foto sono tratte dal web e non hanno alcuna attinenza con il racconto, frutto di pura fantasia.

 

 

 

 

 

ROBA DA DONNE

 

Si parlerà adesso di solidarietà femminile, che noi donne conosciamo da millenni, come se fosse una novità, dopo l’ennesimo omicidio di una donna, madre di una figlia che non poteva essere libera.

Libertà prevista non solo dal diritto in Italia, ma in ogni parte del mondo secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani!

A qualsiasi latitudine, ogni donna lotta contro un mondo dominato dai maschi.

 

 

DALL’UDI DI MODENA ARRIVA QUEST’INVITO:

Per dire che non dimenticheremo mai Begm Shnez, per stare vicino a Nosheen, soprattutto per dire BASTA AL MASSACRO DELLE DONNE, le UDI di Novi, Carpi e Modena, chiamano tutte/i ad un gesto di solidarietà e di protesta:

una fiaccolata che si svolgerà a Novi – Sabato 9 Ottobre 2010 ore 20,30

Sito nazionale www.udinazionale.org

 

 

 

 

ROBA DA DONNE

 

2254257555_3984e27de3.jpgLe due ragazze indossavano leggins neri attillatissimi di similpelle, che non lasciavano nulla all’immaginazione. Le gambe affusolate ne uscivano vittoriose, lasciando intravedere proporzioni morbide e ben tornite. I maglioni lunghi e larghi portati a mo’ di vestitino le trasformavano in piccole donne ‘anni ’80’ e lasciavano intuire il mestiere che praticavano.

Quando salirono sull’autobus Anna fece una piccola smorfia di disgusto: probabilmente si sarebbero sedute accanto a lei, gli unici posti liberi della corriera.

Difatti, senza chiederle permesso, andarono a sedersi nei posti vicino al finestrino, accanto ad Anna.

L’odore che emanavano era forte e speziato. Ad un certo punto la ragazza che le si era seduta difronte si sfilò gli stivaletti con il tacco, dalla borsa prese il tagliaunghie e con indifferenza cominciò a tagliarsi le unghie dei piedi, mentre Anna se ne stava fintamente addormentata per evitare qualsiasi sguardo o parola.

La giornata di lavoro non era stata proprio felice: una giornata passata a pulire in ospedale, sei ore per assistere i malati nelle loro cure igieniche. E nel reparto di geriatria tutto era ancora più duro, segnato da sofferenza continua, tra piaghe di decubito e dolori per malattie ignote. Prima di terminare il turno aveva guardato quella vecchia sul letto, piccolo ammasso di carne, come una bambola di pezza. Si stava abituando…, aveva la mania della pulizia. Ora se ne stava tornando a casa e il viaggio in autobus da pendolare, una perdita di tempo giornaliera, durava una mezzora.

Quei piedi neri e il tagliaunghie, in corriera, a quella distanza ravvicinata, la irritava, ma lei così timida e stanca non aveva intenzione di mettersi a litigare per quella mancanza di educazione.

Sporche negre!”, si sentì urlare una voce maschile, proveniente dai primi posti della corriera.

Le ragazze si guardarono tra loro e cominciarono a sogghignare, ma non risposero all’insulto. Anna le guardava impassibile, aveva capito benissimo che l’imprecazione era rivolta a loro, uniche ragazze nere presenti in quell’autobus, ma pensò che in fondo se lo meritavano.

La ragazza si rimise gli stivaletti, e poi cominciò a rovistare nella borsa. Tirò fuori una boccetta di smalto per unghie e, appoggiandosi sui braccioli del sedile, iniziò a stendere con cura lo smalto sulle dita affusolate. Era velocissima, si notava un certa esperienza. Quando finì, guardò Anna che l’osservava con attenzione.

“Vuoi anche tu?”, le chiese, con un sorriso che mostrava denti perfetti.

Anna si guardò le mani… Da un po’ non le curava, non aveva mai tempo.

“Se vuoi te le faccio io…, sono brava sai, ho il diploma di estetista”, le disse la ragazza.

E senza che Anna trovasse il tempo di replicare, le prese la mano e con una piccola lima cominciò ad arrotondarle le unghie.

“Ora vanno di moda le unghie quadrate, ma le preferisco rotonde per allungare la mano…”, le spiegò con piglio professionale, “…e sono più resistenti”

Poi rovistò sulla borsa e tirò fuori qualche flaconcino di smalto, scegliendo tra queste un bel rosso scuro, e con gesti decisi e senza sbavature lo stese sulle unghie.

Anna si guardò le mani. Con lo smalto luccicante erano proprio belle.

Si accorse di essere arrivata, quella mezzora era passata in fretta.

“Grazie…”, le disse sorridendo, “È la mia fermata, ora devo scendere…”

“Ciao”, la salutarono.

Prima di scendere si voltò verso le ragazze e gridò in modo che tutti nell’autobus sentissero:

Qui ci sono donne ed è bello essere donne!”

 

 

P.S. la foto è tratta dal web e non ha alcuna attinenza col racconto.

Perché solo i cattivi vogliono conquistare il mondo?

Mentre Alessia (vd.  post precedente) è alle prese con allungamenti di mani, posso divagare, … tra poco andrò in suo aiuto. Capita però che nel frattempo quotidianamente succedano piccole ingiustizie, niente a che vedere con la gravità di certi avvenimenti  ma che denotano comunque un dato di fatto incontrovertibile, ossia:

SOLO I CATTIVI VOGLIONO CONQUISTARE IL MONDO

 

 

Piccole ingiustizie quotidiane nelle parti più assurde dell’universo…

 

RADIO.jpgImmaginate ora un paese, magari sì… proprio il vostro paese, magari una cittadina sulla laguna, una bellissima città di mare con i gabbiani e i pescherecci all’orizzonte.

 

Voi vi appoggiate sulla fine sabbia ad assaporare la salsedine, i granelli di sabbia che si insinuano nelle parti più segrete del vostro corpo…, i raggi del sole ancora tenui ma caldi abbastanza da accarezzarvi la pelle. Tutta, tutta la vostra coscienza è abbandonata al piacere…

 

STOP!!! Basta!!! Che fate?

Sto divagando…, mi lascio trasportare dall’amore per la mia città, ma non è d’amore che devo parlare…

Riavvolgiamo tutto, ricominciamo…

 

Immaginate ora un paese…, potrebbe essere il vostro, uno qualunque, e non importa che abbia il mare e vedute straordinarie, è un paese con cittadini, un’amministrazione e, di solito, associazioni che operano nel territorio.

Associazioni varie, con obiettivi disparati, per es. …vabbé… un comitato composto da donne…

 

Queste donne non sono tante, poche, vanno e vengono e d’altra parte è un comitato, ha un’organizzazione instabile, però alcune rimangono, portano avanti progetti.

 

Ma torniamo al paese: in ogni paese che si rispetti c’è una radio locale.

 

La radio locale è quell’affare che quando siete soli a casa, o in macchina…, l’accendete e vi tiene compagnia, con canzoni, offrendo informazioni amene e, ogni tanto, allietandovi con programmi di approfondimento con l’esperto…, esperto di banane, arance ed albicocche.

 

Mica la radio locale può approfondire con esperti di gran richiamo! Naturalmente si parlerà dell’albicocco del vicino che non albicocca abbastanza.

 

Ritorniamo al comitato: quelle donne non hanno sede, nasce un’idea… , ascoltando la radio…, perché non andare a parlare in quella radio? Di donne, da donne, di tematiche femminili e non solo? Mica si può parlare solo di albicocche?

Due di loro, un po’ coraggiose, decidono di contattare l’editore e di andare in radio a portare la novella, che se non è patata, è comunque novella e offre un’informazione diversa, meno usuale, un po’ strana…sicuramente femminile.

 

Il programma inizia pian piano. Gli ascolti cominciano a crescere, merito anche di quel pazzo web, in cui la radio ondeggia come barchetta in mezzo a tempesta e merito anche di quelle due donne.

Alcune in città si fermano ad ascoltarle si chiedono: “Chi sono?”

Loro dalla radio rispondono: “Siamo il Comitato Donne…”

Alcune cominciano a sintonizzarsi ad una determinata ora nei due determinati giorni.

 

L’interesse aumenta.

 

Loro si divertono un mondo. Ah, sapete quando una non si vergogna e non ha paura, perché non teme nulla, solo se stessa e pensa: “L’Italia è un paese libero, io sono in un paese libero, il mio paese dentro il Paese è un paese libero!” e parla di qualsiasi cosa, senza bavagli, senza censura.

Certo, il direttore della radio qualche volta le riprendeva bonariamente per alcune esternazioni sul Governo, sul governo locale, sulla Chiesa ma le lasciava fare…, gli ascoltatori aumentavano ed erano contenti di sentire qualcosa di diverso.

 

LIBERTÀ, LIBERTÀ, LIBERTÀ era la parola d’ordine.

 

Voi a questo punto vi chiederete…, direte: “Embé, allora la vostra è un’isola felice, perché qui nel nostro Paese non succede mica così…, ci sono tentativi per imbavagliare l’informazione, per evitare le intercettazioni, scandali sessuali vengono insabbiati, le stragi rimangono impunite, la repubblica si affonda sul lavoro…”

 

Embé…, avete ragione…

 

E vi lascio immaginare come finisce in quel paese.

 

Riavvolgiamo tutto.

 

CONCORSO FOTOGRAFICO RIS-VOLTI DI DONNA

IMG_9484.jpg

 

In occasione dell’arrivo a Chioggia il 1° ottobre 2009 dell’anfora della Staffetta di donne contro la violenza alle donne organizzata dall’UDI,

il Comitato Donne di Chioggia con il patrocinio del Comune di Chioggia,

 

bandisce il

 

1° CONCORSO FOTOGRAFICO on line

per giovani dai 14 ai 24 anni

STAFFETTA UDI A CHIOGGIA

ris-VOLTI DI DONNA”

 

scadenza 20 settembre 2009

 

Verranno premiati i primi tre autori selezionati:

 

1° premio: una targa ed un premio in denaro di 250€

2° premio: una targa ed un premio in denaro di 150€

3° premio: una targa ed un premio in denaro di 100€

 

Saranno previste anche delle menzioni speciali.

 

L’iscrizione al concorso è completamente gratuita, e potranno partecipare ragazze/i dai 14 ai 24 anni. L’iscrizione potrà essere effettuata spedendo una mail a cd.chioggia@libero.it con i propri dati: Nome e Cognome, indirizzo, data di nascita, allegando alla mail max 3 foto (B/N – COLORE) dal tema “ris-Volti di Donna”: il partecipante dovrà proporre l’opera che descriva il mondo femminile nelle sue sfaccettature più varie e peculiari.

Su ogni foto dovrà essere indicato il titolo ed il luogo dello scatto.

La premiazione si svolgerà il 1° d’ottobre in concomitanza con la manifestazione promossa dal Comitato Donne di Chioggia prevista per l’arrivo in città dell’anfora della staffetta UDI, per ricordare le donne vittime di violenza.

Tra tutte le foto pervenute la giuria selezionerà quelle che più saranno attinenti al tema per esporle presso l’Auditorium San Nicolò di Chioggia nei giorni precedenti l’arrivo in città della staffetta.

 

Regolamento 

 

Art.1 – Il Comitato donne di Chioggia promuove il 1° concorso di fotografia “ris-Volti di Donna” il concorso è gratuito e aperto a tutte/i ragazze/i dai 14 ai 24 anni appassionati di fotografia, non professionisti; ai partecipanti è richiesto l’invio max di n. 3 foto in formato digitale (B/N – COLORE) dal tema “ris-Volti di donna”: il partecipante dovrà proporre l’opera che descriva il mondo femminile nelle sue sfaccettature più varie e peculiari.

 

Art.2 – L’iscrizione è gratuita e condizionata dall’invio del modulo d’iscrizione all’indirizzo mail cd.chioggia@libero.it ; il modulo è scaricabile dal blog del comitato donne http://comitatodonnedichioggia.myblog.it Gli autori verranno premiati con targhe e con dei premi in denaro (1° premio da 250 €– 2° premio 150 €– 3° premio 100 €); a giudizio della giuria potranno essere indicate anche alcune menzioni speciali. La premiazione avverrà il 1° ottobre durante la manifestazione della Staffetta UDI, in sede che verrà indicata successivamente e almeno una settimana precedente alla premiazione; l’organizzazione contatterà i vincitori del concorso e tutte le persone selezionate per esporre le loro foto.

Saranno a carico dei partecipanti le stampe dei soggetti indicati dalla giuria in formatto 15×20.

 

Art.3 – Le adesioni al concorso e le foto, in formato JPG, dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 settembre 2009, le dimensioni del file non dovrà avere un ingombro superiore ai 5 megabyte ed è inoltre consigliato inviare immagini di almeno 1600×1200 pixel. Le foto inviate, max 3, dovranno essere inedite e non aver partecipato ad altri bandi fotografici.

 

Art.4 – La giuria sarà composta da fotografi professionisti, dall’assessore alle PPOO del comune di Chioggia, da un rappresentante del comitato donne di Chioggia. La giuria valuta le opere in considerazione dell’originalità del soggetto e della rispondenza al tema. Il giudizio sarà insindacabile e inappellabile.

La partecipazione al concorso  implica l’accettazione completa ed incondizionata al presente regolamento.

 

Art. 5 – Diritto d’autore e tutela della privacy. Ogni autore è responsabile di quanto forma oggetto delle proprie opere sollevando gli organizzatori da ogni responsabilità, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il Concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall’art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lg. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate; conserva la proprietà delle opere inviate alla giuria, ma cede i diritti d’uso delle immagini e delle loro eventuali elaborazioni al Comitato Donne di Chioggia in qualità di Segreteria Organizzativa del Concorso che si impegna all’utilizzo limitato agli scopi e negli ambiti attinenti alla manifestazione. Il Comitato Donne di Chioggia garantisce, inoltre, che i diritti d’uso delle immagini inviate non saranno trasferiti a terzi. L’Organizzazione si riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si presume abbia arrecato danno e offesa al soggetto della stessa o comunque non in linea con lo spirito del concorso. Le opere verranno poi inserite all’interno del blog del comitato donne http://comitatodonnedichioggia.myblog.it e dall’amministrazione comunale che patrocinerà l’intera giornata del 1° ottobre abbinata all’arrivo a Chioggia della staffetta UDI.

 

Eventuali insindacabili modifiche al regolamento potranno essere attuate dall’organizzazione in relazione a situazioni contingenti.

 

 

Il presente bando ed il modulo d’iscrizione potrà essere scaricato dal blog del Comitato Donne di Chioggia http://comitatodonnedichioggia.myblog.it

 

BANDO CONCORSO RIS-VOLTI DI DONNA

 

 MODULO DI ISCRIZIONE

SE LE DONNE CREDESSERO IN SE STESSE

Mah, sinceramente io sono stufa di sentire parlare di autocoscienza, autocritica, perché tra noi donne non c’è aiuto reciproco, perché non va avanti il merito, perché non vengono considerate le competenze, ecc…: tutti concetti vuoti, tutte parole belle vuote come noccioline rinsecchite, che negli anni ‘70 avevano un senso, un significato, oggi no.

Ragazze, oggi siamo più scolarizzate degli uomini (vd. indagine ISTAT), persino le veline sono laureate. E manco stupide. Più autocoscienti di loro non ce ne sono.

Autocritica: tra noi donne ci sono emerite imbecilli, né meno né più rispetto agli uomini.

Il merito e le competenze: ci sono varie definizioni di merito e di competenze, tutte in discordanza tra di loro, come discordante è la realtà dai nostri sogni. Manuale di sociologia alla mano.

Vogliamo la concretezza e il virtuale ci aiuta molto. A ragionare, a creare rete.

Facciamo qualcosa di concreto come le donne degli anni ‘70.

Facciamo cadere sto governo COME DONNE.

Facciamolo cadere, solo noi donne, di destra e di sinistra, non importa il colore, perché il disprezzo che questo governo ha nei confronti di TUTTE le donne, è un disprezzo che ci mette tutte nella stessa condizione.

FACCIAMOLO CADERE, noi donne, solo noi donne! E se nn ne siamo capaci, beh…allora ben ci sta, significa che contiamo proprio poco e che per sedere in parlamento dovremo andare a letto…(ma non sapremo mai in quale letto)…

Se solo le donne credessero in se stesse!

 

LIBERAZIONE DELLE DONNE E DEMOCRAZIA

Ma la guerra in Afghanistan non avrebbe dovuto portare la democrazia e la guerra non venne fatta anche in nome della liberazione delle donne?

Anche qui in Italia eravamo in democrazia ma il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981: come dire che enunciazione dei diritti e applicazione dei diritti non vanno a braccetto. La democrazia è un movimento continuo; mi balena un’idea: la democrazia non sarà il comunismo?

 

fonte: ANSA

STUPRO DOMESTICO LEGALE IN AFGHANISTAN. CLINTON: PREOCCUPATI PER DIRITTI DONNE

 eb1ea2af00a2e16eef73a4e2c118859f.jpgROMA – Una legge che secondo un’agenzia dell’Onu legalizza lo stupro all’interno del matrimonio e vieta alle donne di uscire di casa senza il permesso del marito è stata firmata questo mese dal presidente Hamid Karzai, accusato da alcuni – scrivono oggi il Guardian e l’Independent online – di cercare di incassare consensi tra la comunità sciita in vista delle prossime elezioni presidenziali di agosto. La legge, che regola il diritto di famiglia per la comunità sciita, “é peggiore rispetto a quelle dei taleban”, ha tuonato Humaira Namati, membro del Parlamento afghano. Il documento non è stato ancora pubblicato – scrive il giornale inglese – ma, secondo il fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne, contiene articoli che legalizzano di fatto lo stupro del marito nei confronti della moglie in quanto vieta a quest’ultima di rifiutarsi di avere rapporti sessuali con lui. Inoltre vieta alle donne di uscire di casa, sia per cercare lavoro che per andare dal medico, senza il permesso del coniuge.

per leggere tutto clicca qui

La più grande speranza del mondo…

Non si rifiuta mai l’ospitalità: non si rifiuta dai tempi più antichi anche se oggi stiamo diventando sospettosi verso lo straniero, il diverso.

Le poche certezze che ci appartengono non vogliamo rischiare di perderle, ne siamo così attaccati a queste piccole cose che ce le teniamo strette e volgiamo lo sguardo da altre parti quando ci viene lanciato un richiamo o una richiesta.

Devo ammettere la mia codardia, il mio pianto inutile dinnanzi le foto di bambini inermi sullo sfondo di guerriglie africane e magari lo sguardo sospettoso alla persona dal color nero della pelle che sotto casa mia mi allunga la mano per chiedere qualcosa. Un pensiero egoista mi dice che non è colpa mia, la situazione dell’Africa…, ma è proprio così?

Lo straniero, ciò che non conosciamo, ci attrae perché il nostro desiderio di conoscenza è grande, ma allo stesso tempo ci fa paura perché potrebbe disvelare qualcosa di spiacevole…, anche in noi stessi.

E’ per questo motivo che pubblico quest’articolo: mi è arrivata la richiesta di ospitalità da parte di un responsabile stampa dell’Accademia Bnei Baruch.  Non si rifiuta l’ospitalità, a nessuno, neppure nel proprio spazio virtuale. Sulla condivisione o meno del contenuto dell’articolo, quello sarà frutto di discussione e di riflessione, anche personale. 

 

  

 

 

La Kabbalah e le Donne

Un’introspezione sulla ricerca interiore della donna e sul suo sviluppo spirituale

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Donne, dove siete? NOVITA’

La più grande speranza del mondo ora sono le donne 

 

L’ 8 marzo 2009, il mondo avrà di fronte a sé molte sfide senza precedenti, compresa l’instabile situazione finanziaria mondiale, una mancanza di cibo da record e una tendenza all’aumento della violenza in molti paesi.

Le voci delle donne risuonano oggi più che mai e un numero senza precedenti di esse si trova impegnato in posizioni e funzioni di comando. Abbiamo Angela Merkel in Germania, Tarja Halonen in Finlandia, Vaira Vike-Freiberg in Lettonia, Cristina Kirshner in Argentina, Pratibha Patil in India, Gloria Macapagal nelle Filippine, Ellen Johnson-Sirleaf in Liberia, Yulia Tymoshenko in Ukraina, e molte altre. Ma questo non basta. Non possiamo lasciare tutto il lavoro alle donne che occupano posizioni di comando perché il vero cambiamento deve iniziare dal basso (come conferma la campagna presidenziale di Obama).

In questo giorno, ognuna di noi dovrebbe chiedersi: che cosa sto facendo io per la situazione del mondo? Quale contributo sto dando io per migliorare la crisi finanziaria o la violenza in crescita? Perché io non mi faccio sentire e aiuto a condurre il mondo su di un terreno più sicuro?

Allora, che cosa dovremmo fare esattamente? La strada per un mondo migliore inizia dal livello di riconoscimento, il riconoscimento che l’attuale situazione ci richiede di adottare relazioni improntate alla compassione e considerazione per ogni persona nel nostro piccolo villaggio globale. Quindi, dobbiamo prima cambiare interiormente, nei nostri cuori.

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Una volta fatto questo, possiamo iniziare a formare le persone intorno a noi, insegnando questo nuovo atteggiamento. Le donne oggi hanno una grande influenza nei media – siamo editrici, scrittrici, presentatrici di programmi televisivi, insegnanti, presentatrici di trasmissioni radio e possiamo promuovere l’approccio compassionevole che il mondo d’oggi necessita ricevere attraverso tutti questi canali. Perlomeno, ogni donna può influenzare il proprio fidanzato, marito, gli amici e i vicini di casa.

Qualcuna di noi potrebbe sentirsi titubante perché siamo confuse dall’attuale fallimento globale, così come lo sono tutti intorno a noi. Ma chiedetevi questo: chi altro può iniziare ed alimentare questa trasformazione spirituale se non le donne nel mondo? La natura planetaria dei nostri problemi dimostra che stiamo diventando una famiglia globale e, proprio come in una qualsiasi famiglia, le donne hanno il grande potere di cambiare le cose per il meglio.

E’ il momento di tirare fuori le nostre abilità innate – utilizzare la nostra forza, saggezza e comprensione, per aiutare l’intero mondo a organizzarsi appropriatamente nella nuova realtà globale. Pensateci: quanti uomini sarebbero in grado di portare avanti con successo una carriera, gestendo allo stesso tempo la casa con abilità, prendendosi cura dei figli e creando con naturalezza l’atmosfera più appropriata per far funzionare la famiglia?

La risposta è chiara. Quello che manca nella nostra “casa globale” è il tocco della donna, l’influenza della donna dall’interno. Solo in quel momento la nostra famiglia globale ritroverà la propria sicurezza e stabilità. .  

 

ARTICOLO: di Bnei Baruch

 

 

INCONGRUENZE

E’ veramente strano che la Chiesa sia così intransigente dinnanzi ad un caso che richiederebbe pietas e poi abbassi gli occhi  dinnanzi i preti che fanno il saluto romano…

Brasile, violentata a 9 anni: la Chiesa
scomunica i medici che la fanno abortire

RIO DE JANEIRO (6 marzo) – Un patrigno violenta la figlia di nove anni, i medici la fanno abortire, perché la gravidanza gemellare che ne era derivata era pericolosa per la sua vita, e l’arcivescovo fa partire le scomuniche. E’ accaduto in Brasile e lo stesso ministro della sanità è intervenuto attaccando la Chiesa cattolica, accusandola di aver adottato una posizione «estremista» e «inopportuna».

L’aborto è stato eseguito da medici di Recife, nel nordest del Paese, la scomunica è arrivata dall’arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho che ha tuonato contro di loro accusandoli di aver violato «la legge di Dio» e scomunicandoli, assieme alla madre della bambina e ad altre persone coinvolte nell’aborto. PER LEGGERE TUTTO VAI SU Il Gazzettino

 

 

Bergamo, bufera sul sacerdote
del saluto romano a Forza Nuova

An prende le distanze dall’iniziativa e il sindaco Roberto Bruni (centrosinistra) la giudica “inquietante e gravissima”
di Paolo Berizzi
Forse basterebbe la sua concezione-rivisitazione dell’abito talare. «La tonaca è soltanto una camicia nera più lunga», profetizzò un giorno don Giulio Tam. …PER LEGGERE TUTTO VAI SU la Repubblica

DONNE INSIEME CONTRO LA VIOLENZA

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Vi segnalo quest’importante iniziativa da diffondere:

 

L’articolo completo è consultabile su www.padovadonne.it

“In un’affollatissima sala della Casa delle Donne di Padova si è tenuto ieri il primo incontro dell’assemblea che si propone di organizzare una grande manifestazione di donne contro le violenze sulle donne a Padova. Presenti moltissime associazioni e movimenti di Padova e singole donne. Si è fissata come data per la manifestazione CONTRO TUTTE LE VIOLENZE SU DONNE E LESBICHE A PADOVA E NEL VENETO il 28 marzo 2009. 

Una manifestazione femminile di solidarietà con le donne vittime di violenza, di denuncia contro tutte le altre violenze cui le donne di questo paese sono sottoposte, tra tutte, la limitazione del controllo sul nostro corpo. Una manifestazione di denuncia contro le politiche che usano e abusano del corpo delle donne per fomentare l’allarme e l’insicurezza sociale.

Una manifestazione di richiesta: “Chiediamo che le istituzioni locali si impegnino a finanziare nelle scuole programmi di educazione alla non-violenza, chiediamo che finalmente si concretizzi a Padova il progetto di una casa rifugio per le vittime di violenza, chiediamo che venga istituito un fondo regionale di solidarietà per le vittime di violenza domestica, chiediamo che siano ri-pristinati e aumentati i finanziamenti ai centri anti-violenza, chiediamo che ad un problema sociale così dilagante si risponda in maniera complessiva, concreta ed efficace. Le ronde di volontari non serviranno purtroppo nè a farci sentire più sicure, nè a diminuire la violenza contro le donne.”

La manifestazione, che prenderà probabilmente la forma di un corteo, si concluderà in una delle piazze della città dove si darà vita ad un happening colorato e partecipato di dicussione e sensibilizzazione pubblica sul tema, con performance artistiche e interventi di singole donne. Nel prossimo incontro, che si terrà in Via Tripoli , presso la Casa delle Donne di Padova l’11 marzo alle ore 18.00, si proseguirà con l’organizzazione degli eventi.  Per maggiori informazioni e per partecipare all’organizzazione mandare una mail a padovadonne@gmail.com o contattare il numero 349-3795191. “