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Il Presidente Emerito

Cossiga

 

è un uomo che se ne intende

di bassa cucina

 

e ha pronta una ricetta

gustosa

 

piccante e saporita:

 

“Lasciar perdere gli studenti dei licei

pensi a cosa succederebbe

se un ragazzino di dodici anni

rimanesse ucciso o gravemente ferito…

 

ma lasciar fare gli universitari

ritirare le forze di polizia dalle strade

infiltrare il movimento con agenti provocatori

pronti a tutto e lasciare che per una decina di giorni

 

devastino i negozi

diano fuoco alle macchine

e mettano a ferro e fuoco le città…

 

Dopo di che

forti del consenso popolare

il suono delle sirene

delle ambulanze

 

dovrà sovrastare quello

delle auto di polizia e carabinieri:

nel senso che le forze dell’ordine

non dovrebbero avere pietà

 

e mandarli tutti in ospedale

picchiarli a sangue

anche i docenti che li fomentano

non quelli anziani

 

ma le maestre ragazzine sì”

 

Certo il nome

di un simile personaggio

 

più che con la kappa

dovrebbe essere scritto

 

con la cacca

                                                Giulio Stocchi

 

LA POESIA CHE MI PIACE

La poesia che mi piace ha zero in condotta, non piange per se stessa, non usa le belle parole per colpire al cuore, non guarda orizzonti lontani dipinti d’azzurro. E’ una poesia sonora, che rimbomba, che mostra i corpi nella loro mortale bellezza. Che svela il sipario, che abbassa lo sguardo per vedere lontano, di più.

Mi piace la poesia se è come la poesia di Giulio Stocchi (http://www.giuliostocchi.it/).

Come tutti i poeti sa esprimere e cogliere l’attimo fuggente e lo ringrazio per questa sua poesia:

 

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L’Unto del Signore

è apparso in Televisione

 

Si deterge le gocce

che cadono

 

quando Gli cola il cerone

 

Giulio Stocchi

 

GIULIO STOCCHI

Dal poeta Giulio Stocchi http://www.giuliostocchi.it/home.html , mi è arrivata la mail per diffusione della sua poesia qui nel post pubblicata.

Dopo le dichiarazioni di Fini mi sembra crudele, ma siamo in democrazia ed è giusto lasciare che ci sia il dibattito tra posizioni diverse, anche estreme.

 

 

“Lo avrai

camerata Kesserling

 il monumento che pretendi da noi italiani”

 esulta La russa

“ma con che pietra si farà

 a deciderlo tocca a noi”

mentre il sangue

gli imbratta il grugno

“Coi sassi affumicati

 dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

 colla terra dei cimiteri

 dove i nostri camerati giovinetti

 riposano in serenità”

e gli cola fra i fili della barba

la merda

degli eroi di Salò

 

Giulio Stocchi