BLOCCATA LA CAMPAGNA DELLA RELISH

Vi segnalo questa notizia dal Dipartimento Pari Opportunità: a qualche cosa serve allora la mobilitazione!

Come c’è scritto nell’ingiunzione del Comitato di controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria gli articoli violati riguardano: la “violenza, volgarità e indecenza” del messaggio pubblicitario (art. 9) e le “convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona” (art. 10)

 

fonte: Ministero Pari Opportunità

BLOCCATA LA CAMPAGNA DELLA RELISH

Il Comitato di controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha bloccato la campagna pubblicitaria del marchio Relish, apparsa nelle città di Roma, Napoli, Milano, Firenze, La Spezia e Padova nello scorso mese di febbraio, perchè ritenuta in manifesto contrasto con gli articoli 9 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Il Comitato, che ha raccolto la segnalazione del Dipartimento per le Pari Opportunità e di altre istituzioni e associazioni, ha emesso un’ingiunzione di desistenza nei confronti del campagna della “Relish Spring/Summer 09”, che mostra due donne perquisite da due agenti in divisa, sullo sfondo di Rio de Janeiro. Gli articoli violati riguardano la “violenza, volgarità e indecenza” del messaggio pubblicitario (art. 9) e le “convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona” (art. 10).

La campagna pubblicitaria Relish non potrà più essere diffusa da nessun mezzo di comunicazione.

, 3 marzo 2009

Approfondimenti:

CENSURA? NO, LIBERTA’ DI ESPRESSIONE!

Si continua anche a Milano l’azione contro la campagna pubblicitaria della Relish e QUI di seguito PUBBLICO LA LETTERA INVIATA DALLA PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DONNE IN QUOTA.

Alcune donne  si proclamano contrarie all’oscurantismo, come Franca Bimbi, che suggerisce cosa fare per protestare contro la ditta napoletana: Semplice – spiega – basta boicottarla, non comprando i suoi capi. Molto meglio agire così piuttosto che far togliere il cartellone, che sa tanto di censura.

Penso che la Bimbi si sbagli:  non è di censura che si parla ma del diritto  delle donne di poter esprimere la propria opinione.

Non far passare sotto silenzio, ma denunciare anche a rischio di ottenere l’effetto contrario, come quello di alimentare una pubblicità gratuita. Troppi messaggi arrivano senza che nessuno alzi la propria voce.

Alimentiamo il dibattito pubblico e abbiamo il coraggio di dissentire!

IMPARIAMO A DIRE:

 

 

FONTE: DonneInQuota

Oggetto: campagna pubblicitaria RELISH a Milano? No, grazie.

La pubblicità che si ispira IRONICAMENTE al film Thelma e Louise è approdata anche sui cartelloni pubblicitari di Milano.
Anche a Milano, come a Napoli e Padova, ne chiediamo la rimozione.
Le motivazioni: lede l’immagine della donna, istiga alla violenza contro le donne, offende la donna in quanto essere dotato di intelligenza e coscienza, ignora qualunque presupposto relativo alla cultura di genere e ai principi di pari opportunità.
Ancor di più offende le migliaia di donne che ogni giorno sono vittime di violenza e che non hanno la forza di reagire, che si sentono avvilite di fronte allo sbeffeggiamento e all’ostentazione della violenza pubblicitaria.
Tale violenza mediatica incoraggia la violenza, la giustifica, la rende “di massa” proprio come il mezzo utilizzato.
Chiediamo dunque che le foto oggetto della campagna SIANO IMMEDIATAMENTE RITIRATE.
Attraverso i mezzi di comunicazione di massa, come lo è una campagna pubblicitaria, si veicolano concetti e argomenti che vanno ben oltre una semplice foto. Vi incoraggiamo dunque a consultare le associazioni che si occupano di questioni di genere e che promuovono le pari opportunità e l’immagine della donna, affinché si diffondano valori positivi, non lesivi della dignità, della cultura, dell’intelligenza della donna.
Chiediamo infine maggiore sensibilità per una questione molto più grave: la cronaca legge e vede solo la punta dell’iceberg di un problema molto più profondo e vasto, che coinvolge milioni di donne. La violenza domestica uccide ogni anno centinaia di donne e i giornalisti difficilmente vedono e sottolineano quel file rouge, rosso come il sangue, che unisce tutti questi casi.
A questo scopo, ci dichiariamo a completa disposizione per un confronto in merito.

La presidente Donatella Martini
DonneInQuota

RIMOSSA LA PUBBLICITA’ DELLA RELISH

 

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A SEGUITO DELL’AZIONE DELL’UDI DI NAPOLI, VIENE RIMOSSA LA PUBBLICITA’ DELLA RELISH, CONSIDERATA OFFENSIVA NEI CONFRONTI DELLE DONNE

Il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo ha ricevuto, dopo un ulteriore incontro con la società Relish insieme agli Assessori Scotti e Belfiore, la seguente comunicazione: “Già in data odierna provvederemo alla sostituzione integrale dei manifesti in oggetto presenti sui nostri impianti. Ciò significa che nei prossimi 2/3 giorni, verranno completamente rimossi”. Si chiude così dopo giorni di polemiche il caso della pubblicita shock (foto di Riccardo Siano)
FONTE: Napoli la Repubblica.itGalleria Fotografica

RITIRO PUBBLICITA’ VIOLENTA

Dopo il ritiro della pubblicità bialetti, grazie a DonneInQuota, mi segnalano attraverso la rete DPI, la lettera dell’UDI di Napoli inviata per il ritiro del manifesto pubblicitario della relish srl visibile sul sito www.relish.it
Su Repubblica di ieri, Oliviero Toscani parla di libertà di espressione: mi dispiace, ma non si tirano in ballo parole come “libertà” quando si tratta di vendere un prodotto:

Spett. Relish srl

Via Dei Fiorentini 21

Napoli

Spett. Istituto

Per l’Autodisciplina Pubblicitaria

Via Larga 15

20122- Milano

Alla Ministra Mara Carfagna

Dipartimento per le Pp.Oo.

Largo Chigi 19

00187- Roma

All’Ufficio di Rappresentanza

Della Commissione europea per

L’uguaglianza di Genere

Via 4 Novembre 149

00149- Roma

Alla Presidente della Consulta

Femminile della Campania

Is. F8 – CDN

Napoli

Alla Presidente della

Commissione Pp. Oo:

della Regione Campania

e p. c. Alla Sindaca di Napoli

on. Rosa Russo Jervolino

All’assessora Alle Pp. Oo.

Del Comune di Napoli

Dott.ssa Valeria Valente

All’assessora alle Pp. Oo.

Della Regione Campania

Dott.ssa Lilli De Felice

All’assessora alle Pp. Oo.

Della Provincia di Napoli

Dott.ssa Angela Cortese

Oggetto:campagna pubblicitaria Relish

La campagna pubblicitaria che in questi giorni, anche sui muri della città di Napoli, reclamizza la collezione primavera/estate del gruppo Relish srl, veicola in modo esplicito un messaggio contrastante il lavoro svolto da associazioni, centri antiviolenza e organismi istituzionali di parità per la lotta alla dilagante violenza sulle donne, oltre a contravvenire ad importanti norme stabilite dal codice dell’Istituto per l’Autodisciplina in Pubblicità agli articoli 9, 10 e 12. Elemento di ulteriore gravità è costituito dalla certa conoscenza, da parte dei responsabili, della dimensione e delle conseguenze sulle donne dei crimini cui alludono, e che esaltano, nel manifesto testimonial della collezione di moda.

Il manifesto esprime compiacenza al più odioso dei crimini, che causa invalidità e danni permanenti oltre, non di rado, a preludere la morte.

Oltre al movimento antiviolenza, anche le istituzioni invitano le vittime a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine per essere accompagnate nel percorso di riscatto dalle violenze: il pubblicitario ha scelto di identificare i violenti proprio in due poliziotti, inducendo il messaggio occulto di una sfiducia nei tutori dell’ordine, e ponendosi in controtendenza all’interesse concreto delle vittime.

La suggestione legata ai personaggi del manifesto è inoltre in linea con la presentazione di uno stereotipo di donne vittime perché provocatrici in abiti succinti, e con l’idea che l’appartenenza alle forze dell’ordine possa legittimare anche l’esercizio dell’abuso.

In questi anni le donne hanno compiuto un lavoro intenso per contrastare culturalmente e coi fatti questi stereotipi e i danni causati da questi alla qualità della convivenza: sono quindi danneggiate non solo come vittime, ma anche come soggetti di cittadinanza. La pubblicità è un potente mezzo per suggerire occultamente e diffondere modelli di comportamento, ha quindi una responsabilità pubblica, che unita alla sottoscrizione degli articoli di autodisciplina sopra citati, deve indurre immediatamente al ritiro del manifesto e delle sue riproduzioni nella homepage www.relish.it.

Dopo aver già segnalato la pubblicità in oggetto all’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria, ci rivolgiamo ai destinatari in indirizzo per la eventuale rilevanza a norma di legge dei fatti sopra esposti.

La portavoce dell’Udi di Napoli Stefania Cantatore

Napoli,31/01/09