2 agosto 2017 – Nessuno tocchi Caino

orologio stazione BolognaOggi è il 2 agosto, un caldo impressionante, un caldo esplosivo come quello di Bologna quella mattina infernale del 2 agosto 1980, dove morirono 85 persone.

Ricordare la strage di Bologna si deve. Ogni anno. Perché la verità e la sua ricerca non ha limiti.

Mambro e Fioravanti furono condannati ma entrambi ora sono liberi.

Ha senso parlare di riabilitazione e di rieducazione per chi ha ucciso?

 

 

NESSUNO TOCCHI CAINO

Non m’importa dell’assassino.

Macchie rosse sul pavimento

lasciano tracce sbavate,

imperfetti disegni di morte.

Non m’importa

la contorsione linguistica

di chi nell’ordine

giustifica la pace sociale,

il fallimento della ragione,

il nichilismo educativo.

Sedativi e seduzioni sospingono

verso uscite precipitose,

vie di uscita senza sicurezza.

Si costruiscono prigioni

e s’innalzano mura

ma le persone cambiano

in un via vai di anfratti giudiziari.

Delle vittime accenniamo

particolari scabrosi.

Si osanna una maggiore severità,

altri inneggiano alla liberazione:

si abbattono le mura

e s’innalzano muri di silenzio.

In silenzio si piange.

La macchia rossa

si allarga sul pavimento

delineando costruzioni labirintiche.

La morale ci educa.

In fondo la cattiveria non esiste,

si insiste.

Nessuno tocchi Caino

perché egli ha già ucciso:

la macchia rossa viene lavata,

il segno sbiadito.

Eppure qualcosa rimane sul pavimento,

qualcuno esce dall’uscita di sicurezza.

Qualcosa rimane,

qualcuno esce.

Una cosa rimane.

 

(di Giulia Penzo, In poesia il merito non conta)

 

 

Via M. Marangon

Via M. Marangon*

La strada ora è un po’ casa tua,
a Rosolina una piccola insegna
testimonia il ricordo.
Ti ho incontrata
in Via M. Marangon,
una “emme” puntata
al posto del nome.
Dovrebbero abolire
i punti dalle targhe delle vie!
Che fossi una donna,
che ti chiamassi Maria Angela
l’ho saputo per caso,
quella “emme” puntata
non mi avrebbe detto granché
ma il caso non esiste,
la memoria conferma.
Dovrebbero abolire i punti
per lasciare spazio ai nomi,
per lasciar vivere la storia.
Ti ho incontrata
ancora sporca di polvere,
di quella polvere sporca
che ammorba
e restituisce alla terra
ogni cosa, anche il tuo corpo.
Ventidue anni,
più di ventidue i compagni
e le compagne
di quel viaggio senza rimpatrio
per arrivare a una sentenza
che non rende giustizia.
Eri una ragazza quel giorno,
una vittima della strage
alla stazione di Bologna
quel 2 Agosto,
era il 1980.
E ti ho trovata per caso,
anche se il caso non esiste,
mentre cercavo la mia strada.
Una svolta: Via M. Marangon.
Il nome, Maria Angela,
lo porto nel cuore
mentre il tragitto continua
tra una babele di nomi
che intersecano
moltitudini di storie,
l’una accanto all’altra.

E la memoria
respira.

*M. Marangon: Maria Angela Marangon, (22 anni) . Nata il 30 marzo 1958, a Rosolina (RO) aveva una sorella e due fratelli. (dal sito Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 http://www.stragi.it/vittime.php?nome=marangon-ma ). Vittima della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. A Rosolina (RO) le è stata intitolata una strada nel 2008.

Rosolina (RO) - via Mariangela Marangon, vittima strage Bologna - foto di G. Penzo, 2013

Rosolina (RO) – via Mariangela Marangon, vittima strage Bologna – foto di G. Penzo, 2013