Violata: referendum in città?

E’ stata inaugurata ad Ancona sabato 23 marzo alle ore 12.15 la statua “violata” di Ippoliti, posta nei pressi della rotonda della Galleria San Martino.
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Così la definisce la Commissione pari Opportunità della Regione Marche: Un emblema per ricordare che “Il rispetto è un diritto, sempre”.
violata, ippolitiUna statua contro la violenza nei confronti delle donne sarà donata sabato prossimo al Comune di Ancona. L’Amministrazione, che ha messo a disposizione lo spazio dove la scultura dell’artista Floriano Ippoliti sarà collocata ovvero nei pressi della rotonda della Galleria San Martino, in questo modo manifesta la propria sensibilità nei confronti delle donne che devono quotidianamente fare i conti con forme diverse di violenza, da quella psicologica a quella fisica fino al femminicidio. Essa pertanto vuole essere un monito ma anche un fattore di sensibilizzazione riguardo ad una problematica che troppo spesso sale agli onori della cronaca. 
 
 
Dopo due giorni…,
 
il 25 marzo è stato creato un altro evento, su facebook, per la rimozione della statua, con queste motivazioni e la richiesta di firmare una petizione a tal fine:
 
inaugurata sabato 23 marzo alle ore 12.15 la statua “violata” di Ippoliti, che sarà posta nei pressi della rotonda della Galleria San Martino.
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Riconosciamo a tutti buona volontà e buone intenzioni, ma…
la statua rappresenta una donna seminuda, avvenente nella mortificazione a cui è sottoposta.
Una rappresentazione ambigua, che non contrasta gli stereotipi che riguardano le donne.
Una offesa alle donne.
Un monumento educa lo sguardo e i pensieri, anzitutto dei più giovani.

Chiediamo la rimozione della statua.
Firmate e fate firmare!  
https://www.change.org/petitions/comune-di-ancona-commissione-pari-opportunita-regione-marche-rimozione-della-statua-violata-di-floriano-ippoliti

 
Mi sono interrogata se sia così negativo rimuovere un’opera…; acc!, questa statua è proprio brutta oltre che assurda nella rappresentazione di una donna “Violata”, appunto vittima di violenza, di colore azzurro come un avatar, con la borsetta in mano, con il sedere esposto… Non si capisce quale rappresentazione voleva dare della violenza.
Sarebbe stato meglio offrire a tutti gli artisti e artiste della città la possibilità di esprimersi.
 
A questo punto perché no un REFERENDUM in città sulla rimozione o meno della statua, che potrebbe sempre ritornare all’artista con tanti tanti saluti?
 
 

UN VIAGGIO IN INGHILTERRA: Alessia versus Katja?

1411288721.jpgRiporto questa bella trasmissione sul linguaggio di genere, tratta dalla Radio Svizzera Italiana.  Per riflettere: usiamo sindaco o sindaca, portiere o portiera? 🙂

Silvano Cattin direttore di Radio Clodia per una volta mi perdonerà…

Trasmissione Linguaggio di genere

 

A proposito, sto partecipando ad un gioco sul sito http://storie.perfiducia.com/

Ho creato un’eroina (eroe “al femminile” suona molto strano…), Katja…

Chi desidera può diventare mio sostenitore (più sostenitori si hanno più si ha possibilità di vincere),

registrandosi nel sito e diventando sostenitore di Katja

Forse qualcun’altro vorrà diventare a sua volta autore di un eroe…

 

Intanto continua il mio Viaggio in Inghilterra:

 

UN VIAGGIO IN INGHILTERRA

Continua dal post precendente

Qui tutto il racconto fino a questo punto… senza girovagar per post…

 

L’aveva presa tra le braccia e lei si era improvvisamente spaventata, ma non gli era sembrato un semplice spavento, era proprio paura quello che le aveva visto sugli occhi. Per un attimo aveva pensato che avesse quasi sentito dolore. Cacciò via quel pensiero dalla testa…

Da Londra la compagnia si diresse verso l’Università di Southampton, presso uno degli innumerevoli campus dove avrebbero trovato alloggio in una delle piccole casette che ospitavano compagnie di studenti provenienti da ogni parte del mondo. Tutti giovani, sembravano formare una città del futuro, immersa nel verde e attraversata dal fiume, dove le canoe viaggiavano sulle acque tranquille.

In Italia si sognavano spazi così immensi per l’università, ristrette nelle stanze di pur prestigiosi palazzi cittadini.

Il gruppo degli italiani trovò alloggio in una bella casetta di una decina di stanze dislocate su due piani. Alessia si ritrovò in camera con altre tre ragazze. Subito si trovò bene con loro, erano tutte simpatiche. Nello stesso piano si trovava anche la lavanderia e questo subito si dimostrò utile, perché la roba da lavare in quei giorni si era accumulata e desiderava cambiarsi e sistemarsi un po’. Però decisero di approfittare della bella giornata e insieme andarono ad esplorare i dintorni della casa. Stanchissime del viaggio si sdraiarono sul bellissimo prato vicino alla casa.

“Alessia, ma per caso piace anche a te Neal?”, chiese Sara ad Alessia.

Sara era una ragazzotta mora, dallo sguardo indagatore, frequentava il liceo scientifico, un piccolo mostro in matematica, da quel che si diceva in giro.

“No, assolutamente, proprio non ho testa in questo momento per pensare a qualcuno; già ho le idee poco chiare…, sto cercando di uscire da una storia con un ragazzo più grande conosciuto quest’estate… E tu?”, rispose, dimostrando curiosità nei suoi confronti.

“Mah…, mi sembrano tutti scemi i ragazzi della nostra età: credono che infilarti la lingua in gola e piazzarti la mano sul culo sia il massimo; e poi non hanno un minimo di intelligenza per guardarti e capire che non vuoi parlare solo di calcio, di amici, e di cavolate varie.”

“Con il mio ragazzo sto bene, ed ha la mia età…”, si intromise Fabiola nel discorso delle due compagne.

“Da quanto tempo state insieme?”, le chiese Sara.

“Da un anno ormai, lui sta frequentando l’istituto tecnico…”

“Ma non è impegnativo? Non hai voglia di fare altre esperienze?”

“No, assolutamente, mi trovo benissimo con lui, abbiamo gli stessi interessi, a me piace cantare e lui suona la chitarra, abbiamo un gruppo musicale…”

“Che bello! Allora canti?”

“Sì, abbiamo un gruppo e andiamo nei vari centri sociali a cantare. Ci divertiamo un sacco, conosciamo tanta gente e poi si parla non solo di musica ma anche di politica, mica tutti i ragazzi sono uguali!”

“Già… , non tutti…”, rispose amaramente Alessia e si distese nell’erba.

Le immagini di Roberto le si accavallarono nella mente insieme all’erba, il profumo della notte, le stelle, tutto in un vortice e le sue mani, che la stringevano, stringevano sempre più forte. Sentì il respiro farsi affannoso e credette di soffocare, si tirò subito in piedi, madida di sudore.

“Ti senti bene?”, la guardavano preoccupate, le altre ragazze.

“No, non è niente…, ho solo un po’ di sete, non sono abituata a stare al sole…, vado un attimo in camera”, si scusò con le amiche.

Ad Alessia girava tutto, aveva davvero bisogno di tornarsene a casa, non in camera, voleva essere a casa sua, a curarsi, a leccarsi le ferite come una gattina. Raggiunse velocemente la camera e si richiuse dentro: dentro aveva una rabbia che voleva esplodere, esplodere. Prese una maglietta, se la mise tra i denti e cominciò a mordere forte, finché non trovò più la forza e si buttò sfinita sul letto.

Non capiva quanto tempo avesse dormito. Si svegliò quando in camera la raggiunsero anche le altre ragazze.

“Sembri scolvolta, stai male? Sei pallidissima”, le si avvicinarono al letto, dove se ne stava ancora distesa. “Poco fa ci hanno spiegato il regolamento e stasera abbiamo la discoteca, su una piazzola qui vicino all’aria aperta. Perché non sei venuta a mangiare? Vedessi che schifo di roba…”

“Ero troppo stanca, ma adesso mi preparo subito, ho voglia davvero di ballare”, le amiche la misero subito di buon umore. Trovò un vestito, e sciolse i capelli sulle spalle: si guardò allo specchio e si odiò profondamente. Si cambiò e si mise un paio di jeans e una semplice t-shirt.

“Stavi benissimo…, così magra, bionda…, vorrei essere io come te”, le disse Sara, che cercava di strizzarsi dentro un paio di pantaloni neri.

Scesero insieme; nell’aria aleggiava la musica e si sentirono trasportare leggere nella candida atmosfera della sera. La piazzola era piena di gente e si buttarono dentro per ballare, scatenandosi come pazze. Si piazzò vicino a loro un gruppetto di ragazzi francesi e anche Neal si avvicinò a loro, finché il dj non mise un lento e Neal le fu subito accanto. L’aveva osservata mentre ballava, la vedeva muoversi e pensava di non avere mai visto nulla di più bello. Angelica, forse.

“Ti va?”, e già la cingeva con le mani sui fianchi.

Alessia non rispose, si lasciò trasportare e non sapeva cosa stava accadendo, quando sentì la sua testa chinarsi sulla spalla e cercare il collo per assaporarne il profumo. Durò un attimo, perché come la musica cessò, si ritrovarono staccati, allontanati tra gli spintoni della gente che ritornava a ballare. Neal la prese per mano e la condusse fuori dalla mischia.

“Ti devo parlare…”

Si misero seduti su una panchina del parco, la musica in lontananza faceva da sottofondo.

“Scusa per l’altro giorno, mi spiace averti trattato così…”

Alessia era incerta su come rispondergli, poi lui continuava ad avvicinarsi.

“Non ti va di parlare con me? Sei strana, anche le tue amiche mi hanno detto che sei stata male oggi pomeriggio…” Poi, fece per accarezzarla. “Sei bellissima, lo sai?”

Alessia lo allontanò con le mani, presa dal panico.

“Cosa vuoi anche tu da me?”

“Niente, cos’hai capito?”

“Niente? Mi fai schifo…”

“Scusa, non volevo…”

“Mi fai schifo!”, adesso Alessia si era messa in piedi e quasi gridava.

“Perdonami, non avevo capito…”

“No, adesso te lo faccio capire io…” e cominciava a picchiarlo con la mano, cercando di schiaffeggiarlo. Lui si ritraeva, mentre Alessia era in piena crisi isterica, finché lui non la prese per i polsi.

“Basta! Smettila, è tutto a posto…”

(CONTINUA)

 

CONCORSO FOTOGRAFICO RIS-VOLTI DI DONNA

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In occasione dell’arrivo a Chioggia il 1° ottobre 2009 dell’anfora della Staffetta di donne contro la violenza alle donne organizzata dall’UDI,

il Comitato Donne di Chioggia con il patrocinio del Comune di Chioggia,

 

bandisce il

 

1° CONCORSO FOTOGRAFICO on line

per giovani dai 14 ai 24 anni

STAFFETTA UDI A CHIOGGIA

ris-VOLTI DI DONNA”

 

scadenza 20 settembre 2009

 

Verranno premiati i primi tre autori selezionati:

 

1° premio: una targa ed un premio in denaro di 250€

2° premio: una targa ed un premio in denaro di 150€

3° premio: una targa ed un premio in denaro di 100€

 

Saranno previste anche delle menzioni speciali.

 

L’iscrizione al concorso è completamente gratuita, e potranno partecipare ragazze/i dai 14 ai 24 anni. L’iscrizione potrà essere effettuata spedendo una mail a cd.chioggia@libero.it con i propri dati: Nome e Cognome, indirizzo, data di nascita, allegando alla mail max 3 foto (B/N – COLORE) dal tema “ris-Volti di Donna”: il partecipante dovrà proporre l’opera che descriva il mondo femminile nelle sue sfaccettature più varie e peculiari.

Su ogni foto dovrà essere indicato il titolo ed il luogo dello scatto.

La premiazione si svolgerà il 1° d’ottobre in concomitanza con la manifestazione promossa dal Comitato Donne di Chioggia prevista per l’arrivo in città dell’anfora della staffetta UDI, per ricordare le donne vittime di violenza.

Tra tutte le foto pervenute la giuria selezionerà quelle che più saranno attinenti al tema per esporle presso l’Auditorium San Nicolò di Chioggia nei giorni precedenti l’arrivo in città della staffetta.

 

Regolamento 

 

Art.1 – Il Comitato donne di Chioggia promuove il 1° concorso di fotografia “ris-Volti di Donna” il concorso è gratuito e aperto a tutte/i ragazze/i dai 14 ai 24 anni appassionati di fotografia, non professionisti; ai partecipanti è richiesto l’invio max di n. 3 foto in formato digitale (B/N – COLORE) dal tema “ris-Volti di donna”: il partecipante dovrà proporre l’opera che descriva il mondo femminile nelle sue sfaccettature più varie e peculiari.

 

Art.2 – L’iscrizione è gratuita e condizionata dall’invio del modulo d’iscrizione all’indirizzo mail cd.chioggia@libero.it ; il modulo è scaricabile dal blog del comitato donne http://comitatodonnedichioggia.myblog.it Gli autori verranno premiati con targhe e con dei premi in denaro (1° premio da 250 €– 2° premio 150 €– 3° premio 100 €); a giudizio della giuria potranno essere indicate anche alcune menzioni speciali. La premiazione avverrà il 1° ottobre durante la manifestazione della Staffetta UDI, in sede che verrà indicata successivamente e almeno una settimana precedente alla premiazione; l’organizzazione contatterà i vincitori del concorso e tutte le persone selezionate per esporre le loro foto.

Saranno a carico dei partecipanti le stampe dei soggetti indicati dalla giuria in formatto 15×20.

 

Art.3 – Le adesioni al concorso e le foto, in formato JPG, dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 settembre 2009, le dimensioni del file non dovrà avere un ingombro superiore ai 5 megabyte ed è inoltre consigliato inviare immagini di almeno 1600×1200 pixel. Le foto inviate, max 3, dovranno essere inedite e non aver partecipato ad altri bandi fotografici.

 

Art.4 – La giuria sarà composta da fotografi professionisti, dall’assessore alle PPOO del comune di Chioggia, da un rappresentante del comitato donne di Chioggia. La giuria valuta le opere in considerazione dell’originalità del soggetto e della rispondenza al tema. Il giudizio sarà insindacabile e inappellabile.

La partecipazione al concorso  implica l’accettazione completa ed incondizionata al presente regolamento.

 

Art. 5 – Diritto d’autore e tutela della privacy. Ogni autore è responsabile di quanto forma oggetto delle proprie opere sollevando gli organizzatori da ogni responsabilità, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il Concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall’art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lg. 30 giugno 2003 n.196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate; conserva la proprietà delle opere inviate alla giuria, ma cede i diritti d’uso delle immagini e delle loro eventuali elaborazioni al Comitato Donne di Chioggia in qualità di Segreteria Organizzativa del Concorso che si impegna all’utilizzo limitato agli scopi e negli ambiti attinenti alla manifestazione. Il Comitato Donne di Chioggia garantisce, inoltre, che i diritti d’uso delle immagini inviate non saranno trasferiti a terzi. L’Organizzazione si riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si presume abbia arrecato danno e offesa al soggetto della stessa o comunque non in linea con lo spirito del concorso. Le opere verranno poi inserite all’interno del blog del comitato donne http://comitatodonnedichioggia.myblog.it e dall’amministrazione comunale che patrocinerà l’intera giornata del 1° ottobre abbinata all’arrivo a Chioggia della staffetta UDI.

 

Eventuali insindacabili modifiche al regolamento potranno essere attuate dall’organizzazione in relazione a situazioni contingenti.

 

 

Il presente bando ed il modulo d’iscrizione potrà essere scaricato dal blog del Comitato Donne di Chioggia http://comitatodonnedichioggia.myblog.it

 

BANDO CONCORSO RIS-VOLTI DI DONNA

 

 MODULO DI ISCRIZIONE

INCONGRUENZE

E’ veramente strano che la Chiesa sia così intransigente dinnanzi ad un caso che richiederebbe pietas e poi abbassi gli occhi  dinnanzi i preti che fanno il saluto romano…

Brasile, violentata a 9 anni: la Chiesa
scomunica i medici che la fanno abortire

RIO DE JANEIRO (6 marzo) – Un patrigno violenta la figlia di nove anni, i medici la fanno abortire, perché la gravidanza gemellare che ne era derivata era pericolosa per la sua vita, e l’arcivescovo fa partire le scomuniche. E’ accaduto in Brasile e lo stesso ministro della sanità è intervenuto attaccando la Chiesa cattolica, accusandola di aver adottato una posizione «estremista» e «inopportuna».

L’aborto è stato eseguito da medici di Recife, nel nordest del Paese, la scomunica è arrivata dall’arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho che ha tuonato contro di loro accusandoli di aver violato «la legge di Dio» e scomunicandoli, assieme alla madre della bambina e ad altre persone coinvolte nell’aborto. PER LEGGERE TUTTO VAI SU Il Gazzettino

 

 

Bergamo, bufera sul sacerdote
del saluto romano a Forza Nuova

An prende le distanze dall’iniziativa e il sindaco Roberto Bruni (centrosinistra) la giudica “inquietante e gravissima”
di Paolo Berizzi
Forse basterebbe la sua concezione-rivisitazione dell’abito talare. «La tonaca è soltanto una camicia nera più lunga», profetizzò un giorno don Giulio Tam. …PER LEGGERE TUTTO VAI SU la Repubblica

DONNE INSIEME CONTRO LA VIOLENZA

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Vi segnalo quest’importante iniziativa da diffondere:

 

L’articolo completo è consultabile su www.padovadonne.it

“In un’affollatissima sala della Casa delle Donne di Padova si è tenuto ieri il primo incontro dell’assemblea che si propone di organizzare una grande manifestazione di donne contro le violenze sulle donne a Padova. Presenti moltissime associazioni e movimenti di Padova e singole donne. Si è fissata come data per la manifestazione CONTRO TUTTE LE VIOLENZE SU DONNE E LESBICHE A PADOVA E NEL VENETO il 28 marzo 2009. 

Una manifestazione femminile di solidarietà con le donne vittime di violenza, di denuncia contro tutte le altre violenze cui le donne di questo paese sono sottoposte, tra tutte, la limitazione del controllo sul nostro corpo. Una manifestazione di denuncia contro le politiche che usano e abusano del corpo delle donne per fomentare l’allarme e l’insicurezza sociale.

Una manifestazione di richiesta: “Chiediamo che le istituzioni locali si impegnino a finanziare nelle scuole programmi di educazione alla non-violenza, chiediamo che finalmente si concretizzi a Padova il progetto di una casa rifugio per le vittime di violenza, chiediamo che venga istituito un fondo regionale di solidarietà per le vittime di violenza domestica, chiediamo che siano ri-pristinati e aumentati i finanziamenti ai centri anti-violenza, chiediamo che ad un problema sociale così dilagante si risponda in maniera complessiva, concreta ed efficace. Le ronde di volontari non serviranno purtroppo nè a farci sentire più sicure, nè a diminuire la violenza contro le donne.”

La manifestazione, che prenderà probabilmente la forma di un corteo, si concluderà in una delle piazze della città dove si darà vita ad un happening colorato e partecipato di dicussione e sensibilizzazione pubblica sul tema, con performance artistiche e interventi di singole donne. Nel prossimo incontro, che si terrà in Via Tripoli , presso la Casa delle Donne di Padova l’11 marzo alle ore 18.00, si proseguirà con l’organizzazione degli eventi.  Per maggiori informazioni e per partecipare all’organizzazione mandare una mail a padovadonne@gmail.com o contattare il numero 349-3795191. “

RIMOSSA LA PUBBLICITA’ DELLA RELISH

 

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A SEGUITO DELL’AZIONE DELL’UDI DI NAPOLI, VIENE RIMOSSA LA PUBBLICITA’ DELLA RELISH, CONSIDERATA OFFENSIVA NEI CONFRONTI DELLE DONNE

Il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo ha ricevuto, dopo un ulteriore incontro con la società Relish insieme agli Assessori Scotti e Belfiore, la seguente comunicazione: “Già in data odierna provvederemo alla sostituzione integrale dei manifesti in oggetto presenti sui nostri impianti. Ciò significa che nei prossimi 2/3 giorni, verranno completamente rimossi”. Si chiude così dopo giorni di polemiche il caso della pubblicita shock (foto di Riccardo Siano)
FONTE: Napoli la Repubblica.itGalleria Fotografica

RITIRO PUBBLICITA’ VIOLENTA

Dopo il ritiro della pubblicità bialetti, grazie a DonneInQuota, mi segnalano attraverso la rete DPI, la lettera dell’UDI di Napoli inviata per il ritiro del manifesto pubblicitario della relish srl visibile sul sito www.relish.it
Su Repubblica di ieri, Oliviero Toscani parla di libertà di espressione: mi dispiace, ma non si tirano in ballo parole come “libertà” quando si tratta di vendere un prodotto:

Spett. Relish srl

Via Dei Fiorentini 21

Napoli

Spett. Istituto

Per l’Autodisciplina Pubblicitaria

Via Larga 15

20122- Milano

Alla Ministra Mara Carfagna

Dipartimento per le Pp.Oo.

Largo Chigi 19

00187- Roma

All’Ufficio di Rappresentanza

Della Commissione europea per

L’uguaglianza di Genere

Via 4 Novembre 149

00149- Roma

Alla Presidente della Consulta

Femminile della Campania

Is. F8 – CDN

Napoli

Alla Presidente della

Commissione Pp. Oo:

della Regione Campania

e p. c. Alla Sindaca di Napoli

on. Rosa Russo Jervolino

All’assessora Alle Pp. Oo.

Del Comune di Napoli

Dott.ssa Valeria Valente

All’assessora alle Pp. Oo.

Della Regione Campania

Dott.ssa Lilli De Felice

All’assessora alle Pp. Oo.

Della Provincia di Napoli

Dott.ssa Angela Cortese

Oggetto:campagna pubblicitaria Relish

La campagna pubblicitaria che in questi giorni, anche sui muri della città di Napoli, reclamizza la collezione primavera/estate del gruppo Relish srl, veicola in modo esplicito un messaggio contrastante il lavoro svolto da associazioni, centri antiviolenza e organismi istituzionali di parità per la lotta alla dilagante violenza sulle donne, oltre a contravvenire ad importanti norme stabilite dal codice dell’Istituto per l’Autodisciplina in Pubblicità agli articoli 9, 10 e 12. Elemento di ulteriore gravità è costituito dalla certa conoscenza, da parte dei responsabili, della dimensione e delle conseguenze sulle donne dei crimini cui alludono, e che esaltano, nel manifesto testimonial della collezione di moda.

Il manifesto esprime compiacenza al più odioso dei crimini, che causa invalidità e danni permanenti oltre, non di rado, a preludere la morte.

Oltre al movimento antiviolenza, anche le istituzioni invitano le vittime a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine per essere accompagnate nel percorso di riscatto dalle violenze: il pubblicitario ha scelto di identificare i violenti proprio in due poliziotti, inducendo il messaggio occulto di una sfiducia nei tutori dell’ordine, e ponendosi in controtendenza all’interesse concreto delle vittime.

La suggestione legata ai personaggi del manifesto è inoltre in linea con la presentazione di uno stereotipo di donne vittime perché provocatrici in abiti succinti, e con l’idea che l’appartenenza alle forze dell’ordine possa legittimare anche l’esercizio dell’abuso.

In questi anni le donne hanno compiuto un lavoro intenso per contrastare culturalmente e coi fatti questi stereotipi e i danni causati da questi alla qualità della convivenza: sono quindi danneggiate non solo come vittime, ma anche come soggetti di cittadinanza. La pubblicità è un potente mezzo per suggerire occultamente e diffondere modelli di comportamento, ha quindi una responsabilità pubblica, che unita alla sottoscrizione degli articoli di autodisciplina sopra citati, deve indurre immediatamente al ritiro del manifesto e delle sue riproduzioni nella homepage www.relish.it.

Dopo aver già segnalato la pubblicità in oggetto all’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria, ci rivolgiamo ai destinatari in indirizzo per la eventuale rilevanza a norma di legge dei fatti sopra esposti.

La portavoce dell’Udi di Napoli Stefania Cantatore

Napoli,31/01/09