TRE VOLTE RINUNCIO

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Se scrivere è per me denunciare,

se scrivo è per denunciare

qualcosa a cui non posso rinunciare.

Non posso rinunciare a scrivere.

Rinuncio.

Tre volte rinuncio.

E mi appago nella rinuncia,

dolce, come un frutto.

Mi sfrutto.

E da me non esce succo.

Non denuncio nulla.

E, alla fine, alla poesia

fottutamente rinuncio.

Ma non rinuncio.

Rinuncio a scrivere

ma non rinuncio a denunciare.

E mentre denuncio

scrivo, scrivo, scrivo,

tre volte scrivo.

A scrivere non rinuncio.

 

TRE VOLTE RINUNCIOultima modifica: 2013-07-25T23:10:00+02:00da emmagiulia
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7 pensieri su “TRE VOLTE RINUNCIO

  1. Brava Giulia, queste parole lapidarie dovremmo farle nostre tutti i giorni…e il mondo tornerebbe pian piano a girare per il verso giusto.
    Non amo solo la montagna, vado anche al mare quando mi offre emozioni forti.
    Martedì 23 luglio ho doppiato a nuoto la foce del Tagliamento tra Lignano e Bibione e tra il gioco delle correnti e la fatica mi sono state concesse due ore di srenità.
    Un caro saluto e grazie del passaggio da me.
    haffner

  2. Eh no, la zia c’aveva 8 e non alle elementari, ma alle super. Non sono passive, ma non sono proprio portate per lo sport. Comunque piuttosto che il contrario, meglio così.

  3. Non si può rinunciare a ciò che pulsa e che vuole esprimersi anche se i tentativi di negarselo sono più di tre ma se anche fossero la moltiplicazione..del tre, non si può eludere sé stessi per la preponderanza che noi abbiamo su di noi inconsapevolmente ed in modo spesso poco comprensibile.
    Ciò che facciamo è quello che ci possiamo permettere di fare e alla fine esprime esattamente ciò che siamo e quello che siamo è la cosa migliore che ci possiamo permettere di essere pur nella difficoltà di scoprire aspetti sconosciuti.

    buona estate

    Uomo

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